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La Nouvelle Heloise, il Contratto Sociale e l’Emilio di Rousseau

Il rapporto tra Rousseau e i filosofi illuministi, inizialmente buono e collaborativo, culminò poi nella pubblica rottura, con Rousseau che accuserà i lumi di immobilismo. Va detto tuttavia che gli esiti filosofici generali del suo pensiero sono molto simili ai loro. Infatti, pur rivendicando il valore dell’istinto, della natura e del sentimento, anche Rousseau finisce per affidare alla ragione la trasformazione del mondo: Rousseau è contro gli illuministi, ma non contro l’illuminismo.
Pur attribuendo all’uomo la causa del male e della corruzione, Rousseau crede anche nella sua possibilità di un riscatto attraverso l’educazione e la politica. La politica, soprattutto, diviene la risposta globale ai problemi dell’uomo. La Nouvelle Heloise, il Contratto Sociale e l’Emilio sono le opere in cui Rousseau fissa le condizioni per le quali la famiglia, la società e l’individuo possono uscire dalla degenerazione in cui sono caduti.

La Nouvelle Heloise narra la vicenda di due giovanti amanti contrastanti nel loro amore dai parenti. Essa afferma la santità del vincolo familiare fondato sulla libertà scelta degli istinti naturali.

Nel Contratto Sociale, Rousseau si propone una rifondazione etico-politica della società, volta a fare dell’uomo un cittadino, ossia un individuo che anziché vivere nella dimensione naturale dell’io particolare, sappia vivere nella dimensione artificiale dell’io comune.

L’ordine sociale non è un ordine naturale, ma convenzionale, e nasce quando lo stato di natura originario è ormai convertito nello stato di guerra. Occorre dunque trovare una forma di associazio-ne che difenda la persona e i beni degli associati. Il contratto sociale prevede che ogni cittadino alieni se stesso e i suoi diritti alla comunità, e riceva la nuova qualità di membro del tutto.

La volontà propria del tutto (il corpo sociale) si incarna nella volontà generale, che tende all’interesse comune, e non va confusa con la somma delle volontà particolari. La sovranità risiede dunque nel popolo. Per sua natura la volontà generale è retta, in quanto il popolo vuole sempre il bene, infallibile e indistruttibile. Per contro, la sovranità è assoluta, inalienabile e indivisibile.

Rousseau distingue nettamente tra sovranità e governo. Se alla prima compete l’emanazione delle leggi, al secondo compete l’esecuzione delle leggi. Per Rousseau, la libertà civile non si identifica con la libertà naturale e consiste non nell’indipendenza da ogni norma, ma nell’accettazione della legge. Se libertà e obbedienza fanno dunque tutt’uno, ne segue che tale libertà non è la libertà degli individui dallo Stato, ma la libertà degli individui nello Stato e come Stato.

L’egualitarismo di Rousseau, che insiste soprattutto sull’uguaglianza dei diritti, è ben lontano dall’egualitarismo dei comunisti. Rousseau non nega infatti la proprietà privata, ma ritiene sia necessario darle una misura, un freno che la contiene. Per guidare l’impresa di educazione e di mutamento dell’uomo in cittadino, Rousseau non ricorre a un’elite ma alla figura del Legislatore.

Nell’Emilio, Rousseau sostiene che all’educazione tradizionale che opprime la natura originaria, bisogna sostituire un’educazione che si proponga la conservazione di tale natura. L’Emilio è la storia di un fanciullo educato proprio a questo fine. L’opera dell’educatore deve essere negativa: non deve insegnare la virtù e la verità ma guardare il cuore dal vizio e la mente dall’errore.

Il principio che tutta debba nascere spontaneamente dall’interno contrasta con gli accorgimenti che il precettore ordisce intorno a lui. Il motivo di questo contrasto è che l’educazione non è il risultato di una libertà disordinata e capricciosa ma di una libertà ben guidata. Nell’Emilio dunque la natura umana non è l’istinto, ma piuttosto l’ordine razionale e l’equilibrio ideale delle passioni.

La religione naturale esposta nella Professione di fede del Vicario Savoiardo s’indirizza soprattutto alla ragione (lume interiore), che può chiarire ciò che l’istinto e il sentimento oscuramente testimoniano. I dogmi della religione naturale sono l’esistenza di Dio e la spiritualità.

di Domenico Valenza
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