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La Russia rivoluzionaria - 1916/17 -

La Russia rivoluzionaria - 1916/17 -


La Russia è il paese che denuncia il massimo di perdite umane perché i capi dell’esercito si sono preoccupati poco di mandare i propri soldati allo sbaraglio e perché sono dotati di pessimi armamenti. Inoltre nel 1916 si registra una cattiva annata agricola per cui i prezzi dei beni alimentari erano alle stelle.
All’inizio della guerra lo zar Nicola II decide di cambiare il nome di San Pietroburgo, capitale russa, in Pietrogrado. La città ospita i palazzi del governo, la Duma (il Parlamento russo) e diverse industrie. Ma dall’inizio del 1917 gli operai sono in agitazione. A loro si aggiungono le donne che scendono in piazza per rivendicare i loro diritti. Soltanto verso la fine di febbraio il governo sollecita lo zar ad un intervento attraverso i soldati. Però la maggior parte di loro ammutina e si unisce alla folla, a cui distribuisce le armi. A questo punto, a Nicola II viene chiesto di abdicare e la Russia diventa una repubblica. Si forma un governo di coalizione, formato da rappresentanti di diversi partiti, che ha il compito di prendere una decisione sulla guerra. Ma il governo decide che il paese manterrà fede ai suoi impegni. Non è ciò che si aspettava il popolo, la cui insoddisfazione viene raccolta dai soviet. Si tratta di comitati di operai e operaie unite nella richiesta della fine della guerra. Il soviet di Pietrogrado è quello più importante ed è guidato dai dirigenti socialisti menscevichi (minoritari), mentre i bolscevichi (maggioritari) hanno una debole influenza. Tale soviet ha però preso il controllo delle poste, dei telegrafi e delle forze armate ribelli. Per questo, il governo provvisorio deve essere sempre pronto a dialogare con i soviet per qualsiasi questione. Intanto torna dall’esilio in Svizzera Lenin. Quest’ultimo vi era andato volontariamente per non essere controllato più dalla polizia russa perché svolgeva attività di propaganda rivoluzionaria e faceva parte del Partito socialdemocratico operaio russo. Dopo poco il suo arrivo in patria pubblica le Tesi d’Aprile, un programma che prevede il rovesciamento del governo provvisorio, il trasferimento del potere ai soviet, l’uscita della Russia dalla guerra e la nazionalizzazione di tutte le proprietà terriere. Lenin, a capo dei bolscevichi, guadagna sempre più il favore del popolo e comincia ad organizzare una forza paramilitare bolscevica (le Guardie rosse).

Tratto da L'ETÀ CONTEMPORANEA di Gabriella Galbiati
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