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La biografia anonima di Filippo di Ser Brunellesco


Milanesi suppose che l'autore fosse Antonio di Tuccio Manetti, famoso matematico ed espertissimo architetto,nominato nel 1491 nel concorso per la facciata del Duomo di Firenze e che appare accanto a Brunellesco anche nel notevole dipinto descritto dal Vasari dove Paolo Uccello ritrasse a mezza figura dei fiorentini illustri. L'opera deve comunque appartenere ad un amico intimo di Brunelleschi, o ad un ammiratore. Il fatto che vi sia citata l'opera dell'Alberti sull'architettura, allora conosciuta solo da pochi umanisti, fa pensare effettivamente al Manetti, anche se egli alla morte di Brunelleschi (1446) aveva solo 23 anni. Vasari si servì di questa biografia senza citarla.
È un'opera apologetica, che fa apparire Brunelleschi come innovatore e classco, il cui influsso è normativo ed esemplare.
Lo scritto ci porta però anche in mezzo alle lotte partigiane nate dopo la sua morte, dato che le sue grandi costruzioni religiose erano rimaste notoriamente incompiute e avevano finito per diventare polveriere pronte a scatenare risse. Verso i suoi successori e rivali è ingiusto, e dimostra un rancore che si rivolge anche verso Donatello e il Ghiberti, che per molti anni fu collaboratore di Brunelleschi e dei cui meriti non si fa assolutamente menzione. Ha uno stile fresco e popolare, animoso.

di Gherardo Fabretti
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