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La competizione economica dopo il 1870. Gran Bretagna, Germania, Usa – M. De Cecco

La prima rivoluzione era stata, per la maggior parte, di pura marca inglese. Si era quindi aperto un enorme margine tra l’Inghilterra e qualsiasi suo potenziale concorrente. La seconda rivoluzione industriale, che iniziò attorno al 1870 fu, al contrario, tutt’altro che monopolio dell’Inghilterra. Mentre la prima era stata sulle fabbriche di piccole dimensioni, il fulcro della seconda rivoluzione industriale furono invece le nuove tecniche di produzione dell’industria pesante.

In presenza di queste nuove condizioni il vantaggio comparato nel costruire nuovi tipi di industrie cominciò a passare dalla Gran Bretagna ad altre nazioni, la Germania e gli Stati Uniti. Questi paesi avevano protetto le loro industrie nascenti dalla concorrenza inglese dietro alte barriere doganali che rendevano possibili strutture di prezzi a favore dei prodotti industriali e contro quelli agricoli, permettendo quindi quella redistribuzione di risorse dal settore primario al settore secondario.

Inoltre, entrambi i paesi apparivano particolarmente dotati per raccogliere la sfida lanciata dalla rivoluzione industriale. Tale sfida richiedeva la capacità di costruire e far funzionare al livello di efficienza il più elevato possibile l’industria pesante. Ciò rendeva necessaria la presenza di una forza-lavoro in possesso di un elevato livello di educazione tecnica, in grado di far funzionare le nuove macchine e di costituire strutture organizzative di complessità fino allora mai raggiunta. Queste caratteristiche erano comuni sia alla Germania che agli Stati Uniti. In aggiunta, entrambi i paesi poterono sfruttare un ulteriore economia esterna: un enorme allargamento del mercato interno. L’unificazione tedesca e l’alto incremento naturale dalla popolazione, e l’immigrazione in massa dall’Europa agli Stati Uniti, sono fenomeni di quel periodo.
di Domenico Valenza
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