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La cornice educativa, tra inizio e fine

Occorre entrare nei luoghi dell’educazione, e poi uscirne. Il contesto complessivo in cui si svolge il processo educativo è definito da una cornice compresa tra un momento di ingresso e un momento di fine, di conclusione dell’esperienza educativa.
Sembra essenziale tener conto degli apprendimenti con cui le persone — anche bambini in tenerissima età — fanno il loro ingresso in un servizio: non semplicemente per conoscere le loro abitudini o per valutare le loro competenze, ma per comprendere come abbiano appreso a fare esperienza, e, quindi, come siano disposti, affettivamente e cognitivamente, verso l’esperienza in cui, nel nuovo contesto educativo, potrebbero essere coinvolti.
Dal processo educativo, poi, occorre uscire: per sperimentare quanto appreso in un altro contesto, meno protetto, meno mediato. Solo cosi e possibile capire quali cambiamenti abbia apportato l’aver vissuto un determinato percorso. Aleggia il fantasma della separazione, ma anche la trepidazione per l’incognita di ciò che accadrà dopo, magari di un nuovo inizio in un contesto altro. La fine, allora, ha bisogno di essere curata.
Occorre dunque preparare, modulare la fine di un’esperienza, soprattutto se educativa. Ancora una volta è necessario individuare strategie, rituali che incornicino i vissuti di ciascuno contenendoli in un insieme di gesti di movimenti, di attese, di domande, di risposte, di posture che, ritmando l’accadere, senza farsi travolgere dai significati e dai vissuti che il momento della separazione evoca in ciascuno.

di Anna Bosetti
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