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La costituzionalizzazione del diritto del lavoro

Abbiamo visto come il legislatore del 1942 avesse inserito il diritto del lavoro tra le componenti fondamentali del diritto privato, affiancandolo al diritto civile ed a quello commerciale. Va tenuto conto anche del fatto che il diritto del lavoro contiene al suo interno anche elementi di diritto pubblico, e non solo privato. 
Con l'emanazione della Costituzione repubblicana il 1 gennaio del 1948, l'evoluzione storica del diritto del lavoro subisce una notevole spinta. La carta costituzionale pone il diritto del lavoro in una posizione preminente rispetto al diritto commerciale ed a quello civile, introducendo il concetto di dignità sociale del cittadino, che poi abbraccerà tutti i rami del diritto. Viene ribadita la protezione del lavoratore come soggetto-contraente più debole, ma ciò non rappresenta più, come nelle precedenti fasi, un elemento eccezionale o speciale, una concessione del legislatore, ma un vero e proprio fondamento ideologico. E ciò si manifesta nel fatto che il lavoro viene tutelato costituzionalmente non solo in linee generali, come avviene nell'art. 35 per la tutela del lavoro da parte della Repubblica in tutte le sue forme o nell'art.3 per l'uguaglianza formale e sostanziale, ma anche nella specifica garanzia di determinati istituti del diritto del lavoro: basti pensare all'art. 36 (retribuzione proporzionata e sufficiente), all'art. 37 (parità retributiva tra i sessi e tutela del minore lavoratore), all'art.38 (previdenza e sicurezza sociale), agli artt.39 e 40 (sindacato, contratto collettivo e diritto di sciopero). Quindi la Costituzione oltre a perseguire il fine di tutela del contraente-soggetto debole, tende a garantire anche quelli che vengono definiti come "diritti sociali". Va, inoltre, sottolineata la rilevanza della costituzione economica, cioè l'insieme di norme e principi che regolano l'assetto economico della società, contenuti all'interno della carta costituzionale. 
Potremmo concludere dicendo che la Costituzione italiana rappresenta la manifestazione più significativa dell'importanza del diritto del lavoro non più come disciplina speciale di classe, ma come punto cardine dell'ordinamento, di cui la Costituzione stessa è il punto fondamentale. 
di Alessandra Infante
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