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La creatività: tensione o espressione di salute mentale

Esaminando gli studi in chiave dinamica si evidenziano due opposte interpretazioni: una considera la creatività come modo privilegiato per ridurre la tensione che potrebbe condurre al disturbo mentale, l’altra la considera come espressione di salute mentale. Da questi studi emergono degli elementi che mettono in risalto come le persone con elevati livelli di produzione creativa sono portate ad esprimere contenuti primari di derivazione istintuale.

Confrontando tali studi con quelli dinamici troviamo aspetti comuni: la manifestazione creativa è preceduta dall’attivazione di tensioni di origine inconscia che motivano l’atto creativo e sono alla base di atteggiamenti e di riorganizzazioni originali ed innovativi. Con la loro fluidità e flessibilità, le operazioni cognitive hanno la capacità di attingere ai materiali provenienti dal conscio e dall’inconscio e di elaborarli.

Più recentemente si è ampliato il quadro di riferimento all’interno del quale nasce e progredisce il pensiero creativo. Rubini (1999) illustra il modello delle 4P che mette in evidenza come il Processo, che si attiva nel momento in cui la Persona individua il Problema, e che conduce alla realizzazione di un Prodotto, avviene attraverso un interscambio continuo tra microambiente (fattori socioeconomici, sociali), macroambiente (f. culturali, politici) e metaambiente (background naturale, evolutivo).

Secondo l’interpretazione di Urban (1990) che propone un modello componenziale della creatività, il processo creativo si articola all’interno di dimensioni individuali, locali (gruppali) e globali (societarie, storiche) e sembra essere originato da sei diverse componenti: 1) pensiero divergente; 2) conoscenze generali di base; 3) conoscenze di base e abilità specifiche; 4) concentrazione e impegno sul compito focalizzato; 5) motivazione; 6) apertura mentale e tolleranza.
di Domenico Valenza
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