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La dimensione quantitativa



Il processo di privatizzazione dell'ultimo quarto di secolo viene fatta simbolicamente partire nel Regno Unito con il governo Thatcher. Il processi si è poi intensificato negli anni Novanta e ha raggiunto il suo apice nel 1998, dopodichè ha segnato un progressivo rallentamento. Diversi fattori hanno contribuito all'inversione di tendenza: il rallentamento dell'attività economica e le sfavorevoli condizioni del mercato dei capitali. Spesso la cessione delle attività invendute ha richiesto un preventivo intervento di risanamento delle imprese da mettere sul mercato e di regolazione di specifici mercati, oppure modificazioni delle modalità di vendita. Quanto alla composizione dei settori maggiormente interessati allo smobilizzo delle attività pubbliche, essa si è modificata progressivamente. Inizialmente la privatizzazione ha riguardato settori competitivi quali le banche e le imprese manifatturiere; in un secondo momento ha toccato settori monopolistici e infrastrutturali, quali i trasporti, public utilities a telecomunicazioni. La privatizzazione delle telecomunicazioni aveva realizzato grandi introiti. La metà circa degli introiti realizzati nel periodo 1977-2003 si sono concentrati nei paesi dell'Europa occidentale, dove si era già sviluppato il mercato azionario mentre nei paesi ex socialisti, il mercato azionario venne creato ex novo e quindi i singolo governi hanno dovuto inventare nuovi metodi per procedere alla privatizzazione, quali la distribuzione di voucher ai cittadini. La Gran Bretagna è fra i paesi che ha introitato di più dalla privatizzazione, al secondo posto abbiamo l'Italia, dove la privatizzazione, iniziata con le messa sul mercato di quote importanti delle imprese del gruppo IRI, interessò banche, settore alimentare e dell'acciaio.
Nei paesi in transazione, cioè nei paesi ex socialisti nella loro fase di passaggio verso l'economia capitalista, quasi ovunque si sono avuti massicci interventi di smobilizzo delle imprese pubbliche, soprattutto attraverso le privatizzazione di massa forzata, con la distribuzione di voucher gratuiti ai cittadini.
di Melissa Gattoni
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