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La diversità culturale della vita urbana americana

Park e gli altri studiosi di “microsociologia urbana” esplorarono la straordinaria diversità culturale della vita urbana americana, accentuando gli aspetti conflittuali, le diversità di stili di vita, credenze e pratiche sociali che caratterizzavano specifici gruppi o spazi sociali. Il programma di ricerca di Park era costruito su una comprensione culturale della città (pag. 25). In altre parole “la città possiede una propria cultura”. Egli mantiene il metodo etnografico e lo applica all’investigazione dei costumi e degli stili di vita che caratterizzano l’organizzazione locale della città, ossia i diversi quartieri e aree, considerandoli come vicinati, cioè reti di relazioni sociali con propri sentimenti, tradizioni e anche una propria storia.
Il vicinato perde gran parte dei caratteri di intimità e stabilità che possedeva in società meno complesse, in conseguenza della rapidità e facilità dei mezzi di comunicazione e di trasporto. Restano però gruppi di vicinato segmentati, aree di popolazione segregata, che riproducono stretti legami di intimità e di solidarietà che sono l’esito della nuova distribuzione sociale in base all’etnia, alla classe sociale, all’occupazione professionale. Park descrive la differenziazione culturale dei sobborghi a carattere occupazionale, delle enclaves residenziali, dei ghetti di immigrati su base etnica come varianti della più ampia cultura metropolitana, come città dentro la città.
Ma il quadro della città che emerge è profondamente diverso dai precedenti. I moderni mezzi di trasporto e le nuove forme di comunicazione, insieme all’estensione dell’organizzazione industriale, hanno generato un incremento enorme della mobilità della popolazione, creando possibilità di confronto e di scambio impensabile pochi decenni prima.
Inoltre le relazioni primarie (rapporto diretto tra le persone) sono state in gran parte sostituite da relazioni secondarie (non c’è compresenza fisica tra persone). Di conseguenza anche le forme di controllo sociale si sono modificate. La pubblica opinione sostituisce il pettegolezzo che nel villaggio era il principale mezzo di controllo sociale e di circolazione dell’informazione.
La sua efficacia era decisamente superiore in quanto penetrava nella vita privata delle persone, diventata invece tabù nelle città moderne. Park identifica i tratti salienti della complessità culturale delle condizioni di vita urbane nella moltiplicazione degli stimoli che bombardano gli individui e nella pluralizzazione dei contatti e delle forme associative in cui ognuno è coinvolto contemporaneamente. Questa situazione genera effetti di estrema individualizzazione e di sovra eccitamento psicologico.

di Manuela Floris
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