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La fiction come prodotto industriale

I mass media hanno dettato un nuovo modo di fruire la narrativa, un consumo diluito nel tempo, sfruttando le sue grandi potenzialità commerciali ed economiche. I titoli di fictional sono prodotti in un contesto industriale. La fiction risponde a delle esigenze di profitto, di guadagno e di posizionamento sul mercato.
Questa dimensione economica-produttiva viene dai più considerata una tara per la crescita qualitativa della narrativa televisiva. 

Le tv scelgono di trasmettere alcuni programmi, perciò si insiste su certi generi (come il reality). Tutto comporta un riferimento alla dura legge dell’Auditel, ovvero la necessità per le emittenti tv di totalizzare un numero maggiore di spettatori. 
In quanto industria la tv ha come obiettivo primario la massimizzazione delle risorse e degli investimenti economici. Acquistare un format o una serie, decidere di produrre una fiction  non sono scelte capricciose.
I programmi tv sono fatti per essere visti. 
Esempi come “periodo di garanzia autunnale” sono una rassicurazione agli investitore pubblicitari, cui si garantisce il raggiungimento di certe quote di audience. 
Più pubblico, più pubblicità, più soldi è la legge che guida la gestione di un azienda tv.
I telespettatori sono la “merce” di cambio per le tv che li offrono agli inserzionisti garantendo una percentuale minima di ascolti per ciascuna fascia oraria. 
Ogni emittente definisce per ciascun periodo di garanzia dei tetti minimi di share per le diverse fasce orarie di programmazione. La garanzia autunnale va da settembre a metà dicembre; quella primaverile da fine gennaio a maggio. Restano esclusi il periodo natalizio e quello estivi meno pregiati per il ridotto consumo di tv, da qui il ricorso a repliche e programmi residuali. 
L’andamento delle trasmissioni viene monitorato attraverso lo Share e il rating.
Sono i dati auditel a stabilire il valore economico delle fasce orarie delle emittenti e a costruire la base dei listini proposti agli investitori per la pubblicità. Maggiore è lo share maggiore sarà il suo valore.
Quindi appare centrale la collocazione dei contenuti nel palinsesto. 

Il palinsesto in italia si suddivide in:
- Premattutina (7/9)
- Mattutina (9/12)
- Daytime (12/15)
- Pomeridiana (15/18.30)
- Preserale (18.30/20.30)
- Access prime time (20.30/21)
- Prime time (21/23)
- Seconda serata (23/01)
- Notturna (01/7)

Il progressivo slittamento del prime time ha fatto scomparire la terza serata rendendo comunque deboli i confini. 
A ogni fascia corrisponde un certo pubblico, definito Target, identificabile per sesso età abitudini di vita ecc.
E’ facile immaginare che i bambini sono davanti alla tv il pomeriggio, le casalinghe di mattina.
Ogni azienda si ritaglia una precisa linea editoriale, un offerta di contenuti mirati al tipo di target che si intende conquistare, contenuti strutturati mediante una logica di flusso verticale o nell’arco della settimana seguendo una logica di flusso orizzontale.
Ad es. italia 1 si rivolge ai giovani, Canale 5 alla famiglia, rete4 alle donne. Canale 5 punta al target commerciale il più redditizio per gli investimenti pubblicitari. 
Il palinsesto diventa quindi il dispositivo in cui si condensano le politiche di programmazione dell’impresa televisiva, l’espressione del progetto comunicativo. A definire l’offerta interviene il budget a disposizione; le fasce più redditizie sono il prime time, il daytime e l’access prime time, proprio su di esse vertono gli interessi economici che vogliono sfruttare la presenza di pubblico mediante programmi forti per raggiungere gli obiettivi d’ascolto. I contratti con gli inserzionisti prevedono un rimborso qualora le aziende non riuscissero a soddisfare le aspettative. I programmi che non rispettano le attese sono cancellati o spostati in collocazioni marginali. La fiction ha dimostrato di essere un ottimo prodotto per le fasce nobili.
Quello che arriva alle nostre case è il frutto di una precisa strategia che combina la linea editoriale della rete con la consapevolezza del target. 
Anche la scelta del formato è significativa, è frutto di una precisa esigenza narrativa, di predefinite esigenze di ascolto da raggiungere. Ciascun formato ha caratteristiche proprie in termini di marketing e fidelizzazione. L’offerta determina l’identità della rete. 
Se negli usa la narrativa audiovisiva ha trovato nella serialità la sua forma principale, in Italia si è affermata la non serialità. L’accettabilità di queste storie è alimentata dallo star system.
di Anna Carla Russo
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