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La fine della Seconda Guerra Mondiale: la resa del Giappone – Wolfgang Benz

Nel febbraio 1945, per iniziativa dello stesso imperatore Hirohito, erano stati effettuati approcci verso la Russia, per convincerla a svolgere, nella sua qualità di paese neutrale, un’attività di mediazione tra il Giappone e gli Alleati Occidentali. Ma i russi non avevano passato parola dei tentativi di sondaggio giapponesi.

Dovettero passare tre mesi prima che la cosa tornasse a galla, cioè quando Hopkins, nella veste di inviato personale di Truman, si recò in volo a Mosca per discutere con Stalin del futuro. Nel corso del terzo colloquio, Stalin sottolineò che la Russia si aspettava di avere una parte nell’occupazione del Giappone. Fu appunto qui che egli rivelò che taluni ambienti giapponesi stavano effettuando sondaggi di pace, senza però chiarire che si trattava di approcci ufficiali tramite gli ambasciatori.

Che la situazione fosse disperata appariva chiaro anche al primo ministro giapponese Suzuki. Ma Suzuki e gli altri membri del Gabinetto, per quanto ansiosi di porre fine alla guerra, dovevano tenere conto che l’accettazione della richiesta di una resa condizionata sarebbe apparsa un vero tradimento alle forze armate. Il 20 giugno l’imperatore convocò i sei membri del suo Gabinetto e disse loro di cercare di porre termine alla guerra il più presto possibile. Se su questo erano tutti d’accordo, tre membri tuttavia sostennero l’opportunità di protrarre la resistenza finchè non si fosse riusciti a strappare agli Alleati condizioni meno severe.

Alla fine il Consiglio affidò l’incarico di recarsi a Mosca per negoziare le condizioni di pace al principe Konoye, al quale segretamente l’imperatore diede istruzioni di ottenere la pace a qualsiasi costo. Dopo un primo messaggio a Stalin e una sua prima fredda risposta (cui stavolta seguirono i contatti con Churchill e Truman), due settimane dopo, il governo giapponese inviò un ulteriore messaggio, ricevendone però una risposta negativa del tutto simile alle precedente.

di Domenico Valenza
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