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La geografia di Internet: luoghi connessi al network

Internet ridefinisce la distanza ma non cancella la geografia. La geografia di internet può essere analizzata da sotto tre prospettive:
1. Geografia tecnologica: si riferisce all’infrastruttura delle telecomunicazione di Internet, le posizioni dei router e la distribuzione della banda larga. Questi studi mostrano la difficoltà di penetrazione di internet; nel 1999 la struttura di Internet assomiglia ad una stella con gli States al centro. La dorsale di internet è globale nella sua portata ma irregolare nella disposizione.
2. Geografia degli utenti: la distribuzione è molto irregolare. Ampiezza di territorio non corrisponde a grandi numeri; L’America è il nocciolo. C’è una nuova geografia economica a riguardo, le aree urbane vengono prima, le rurali dopo in particolari le metropoli più grandi e più importanti hanno una penetrazione maggiore, con alcune eccezioni per i paesi con struttura urbana decentralizzata;
3. Geografia della produzione Internet: questa tipologia di economia è ancora più selettiva. Silicon Valley rimane la produttrice principale pur con i suoi network globali, le altri reti importanti sono Ericson in Svezia e Nokia in Finlandia più Nec in Giappone. Tutte le imprese continuano a concentrare in aree concentratissime la maggior parte del know how tecnologico su cui si basa internet. Da porsi all’interno di tale geografia anche quella dei domini in cui nuovamente dominano gli Stati Uniti che hanno il 50% dei domini totali mondiali, seguiti da Germania, Regno Unito e Canada con percentuali dell’ordine dell’8%. Peculiare anche la distribuzione di domini per cittadini, in America si conta un 25,2 domini per mille abitanti in Giappone solo 1,7 su mille.

Si registra una crescente asimmetria tra produzione e consumo dei contenuti di Internet. La Corea del Sud è peculiare in quanto presenta uno dei tassi di penetrazione più alti del mondo sia di produzione che di consumo
Sotto ogni livello geografico si registra una elevatissima concentrazione spaziale con gli Stati Uniti al centro.

Gli Stati uniti vincono anche in materia di siti web al top del ranking, con l’83% delle pagine visualizzate dagli utenti, le barriere linguistiche fanno si che molti siti ricevano accessi esclusivamente su scala nazionale. Facendo un ranking per città, le 500 città al top della classifica che includevano solo il 12,4% della popolazione, rappresentavano il 70% dei domini. Le città più importanti e più concentrate contano la quasi totalità dei domini, in Spagna Barca e Madrid insieme detengono il 50% dei domini nazionali. Così per tutte le capitali o le città importanti.
Negli Stati Uniti ci sono aree molto più specializzate in cui la gerarchia dei domini non segue la distribuzione della popolazione, infatti San Francisco Bay è in testa al ranking seguita da Los Angeles e New York.

Riassumendo, la fornitura di contenuti per internet, domini, risponde ad un modello di elevata concentrazione spaziale, è localizzata principalmente nelle aree metropolitane più ricche e più grandi di ciascun paese. Le concentrazioni metropolitane sono altamente specializzate e concentrate in aree specifiche anche all’interno delle città stesse. Perché?
1. I domini intrnet sono in relazione con le organizzazioni che producono informazione. Le quali a loro volta si trovano prevalentemente in aree metropolitane; si può dedurre che il modello spaziale di internet segue quello dell’economia informazionale.
2. Nelle aree metropolitane si concentrano i capitali, anche quelli di rischio investiti nell’innovazione tecnologica; per questa ragione sono le aree in cui il prodotto viene lanciato per prima e consequenzialmente sono connessi con i fornitori e i distributori arrivando prima di altri al know how. Di conseguenza la geografia dei domini è incentrata anche su quella dei capitali di rischio e dell’innovazione culturale.
di Asia Marta Muci
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