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La gerarchia agricola del 1700

Nessuna parte della popolazione ha subìto maggiori mutamenti nel corso dell'età moderna di quella che viveva e lavorava nelle campagne. È opportuno osservare che una consuetudine linguistica inesatta ha portato a designare come contadina la popolazione rurale che non apparteneva né al clero né alla nobiltà, il che è una semplificazione inammissibile giacché nelle campagne esistevano sin dal Medioevo anche artigiani e individui e gruppi che non erano caratterizzati dalla proprietà contadina né dalla gestione diretta di un'azienda agricola.
Per quanto riguarda l'inizio dell'epoca considerata, resta vero che l'immagine dell'agricoltura europea era sostanzialmente determinata da un tipo di contadini che si potrebbe chiamare, con Abel, contadino medio. Esso doveva ricorrere al lavoro dei salariati ma non ne sentiva il peso nella stessa misura del contadino grande proprietario; neppure per lui i prezzi erano senza importanza ma il podere, con l'aiuto dei vicini e del signore, bastava a soddisfare i suoi bisogni essenziali.
Accanto al contadino medio, ai pochi grandi contadini e ai proprietari terrieri nobili, occupva già allora un posto non trascurabile anche il piccolo contadino, soprattutto nelle aree colonizzate durante la fase di sviluppo altomedievale. In quel periodo, grazie alla congiuntura favorevole, era stato possibile avviare la gestione di piccoli poderi; famiglie piccolo – borghesi avevano potuto costruirsi un'esistenza tranquilla malgrado il pesante onere delle servitù e dei tributi signorili.
La depressione agraria tardomedievale fece successivamente sentire il suo peso su tutti i produttori agricoli, anche se, forse, non su tutti in egual misura. In questo periodo di alti salari, i piccoli contadini erano forza lavoro richiesta in città e in campagna ed è possibile che in questo modo se la siano cavata passabilmente.
I contadini medi, invece, nella misura in cui producevano per il mercato e ne dipendevano, si trovarono in grosse difficoltà, anche se l'incidenza relativamente bassa dei salari sui costi delle loro gestioni può aver loro evitato il peggio. Si aggiunga pure che in questo periodo di scarso interesse generale per la produzione e l'espansione agricola ne preservò almeno la proprietà.
Proprio sotto questo profilo il 1500 avviò dei processi che si sarebbero estesi nei secoli successivi, dimostrandosi irreversibili. Le curve demografiche e dei prezzi del 1500 e del 1700 intensificarono la pressione sulle campagne in una misura mai immaginata prima, sconvolgendo la sino ad allora relativamente omogenea situazione delle condizioni sociali rurali.
Mutò anzitutto il rapporto numerico degli strati contadini: nel tardo medioevo il contadino medio e medio piccolo era ancora la categoria dominante, mentre adesso si registrava ovunque la crescita di strati piccolo e semi – contadini.
Questi strati, in Germania chiamati Soldner o Kotter, erano originariamente contadini insediatisi in un secondo tempo e per questo non avevano ottenuto nel territorio comunale gli stessi diritti dei contadini che godevano dei pieni diritti civili e politici, chiamati Vollbauern. Anche se arrivati dopo, questi piccoli contadini avevano comunque avviato poderi di una certa entità durante la colonizzazione. A partire dal Cinquecento questa parte della popolazione rurale però divenne parecchio considerevole e non cessò mai di aumentare; dietro le vecchie qualifiche andarono celandosi realtà sociali ed economiche non più paragonabili a quelle dei tardi insediamenti medievali. All'interno di questo strato, inoltre, andò formandosene un altro, sempre in Germania, che prese il nome di Hausler, uno strato semicontadino a tutti gli effetti, possessore solo di una casetta.



di Gherardo Fabretti
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