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La nascita della disciplina del diritto comparato nel 1900

Al diritto comparato nella sua connotazione odierna può essere attribuita una data di nascita: il 1900, quando si svolse a Parigi, sotto l’impulso di due grandi giuristi francesi, il Congresso internazionale di diritto comparato.
L’idea utopica dei due grandi giuristi era quella di un diritto comune dell’umanità.
Il diritto comparato doveva servire a superare le barriere tra i diversi diritti e le diverse concezioni giuridiche, create da mere contingenze e da accidenti storici, e non da profonde e intrinseche ragioni di fondo.
In effetti, il periodo che va dal 1900 agli anni ’30, gli anni della depressione, dei totalitarismi, che culmineranno in una guerra dalle proporzioni spaventose, è un periodo di lancio euforico del diritto comparato sulla scia di tanti fattori: il c.d. clima dell’Aja, che produce convenzioni volte a istituire una corte permanente di arbitrato per risolvere pacificamente le controversie fra Stati e una serie di convenzioni volte ad unificare le norme di diritto internazionale privato.
La formazione di nuovi Stati dopo la prima guerra mondiale, ansiosi di dotarsi di un proprio diritto, fa sì che siano aperti all’indagine sulle soluzioni più promettenti offerte da altri ordinamenti.
Il mondo che si sveglia dall’incubo dei campi di concentramento e della seconda guerra mondiale è un momento caratterizzato da uno straordinario progresso tecnologico.
E’ un’epoca di esigenze nuove per cui è necessario un nuovo diritto, o meglio la consapevolezza che il diritto è un fenomeno sociale in continua trasformazione.
In questo mondo è essenziale il contributo che la comparazione può portare allo sviluppo del nuovo diritto: contributo che si esprime nella ricerca di valori, di regole, di istituti di portata tendenzialmente sovranazionale e universale.
di Stefano Civitelli
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