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La new economy e la sua crisi

Debutto storico caratterizzato da un periodo di alta crescita guidato dalla tecnologia, caratterizzato da un’occupazione quasi totale ed un’inflazione bassa. La new economy è emersa negli Stati Uniti a metà degli anni novanta stimolando un periodo di crescita senza precedenti. Il 10 Marzo 2000 i titoli hanno perso di colpo valore ed hanno continuato a scendere.
La new economy si basa sull’esistenza di un sistema di ricerca e sviluppo continuamente aggiornato, la disponibilità della manodopera competente e autoprogrammata, e l’esistenza di imprenditori capaci di assumere il rischio di trasformare i progetti d’impresa in performance d’impresa. Questo si collega all’esistenza di una cultura imprenditoriale che comporta necessariamente un rischio in quanto il finanziamento è affidato al capitale di rischio e al mercato azionario. L’alta valutazione dell’innovazione ed i potenziali profitti immaginati hanno mobilitato capitale da ogni fondo, ma affinchè la new economy avanzasse, avrebbe dovuto ricevere un flusso di investimenti costante. Non appena si prospettava un fallimento, gli investitori fuggivano ai ripari; il crollo è cominciato con le quote delle dotcom e si è esteso a tutto il mercato tecnologico.
I tentativi di finanziamento autonomo al di là dei venture capitals sono stavi negativi, la pubblicità relazionale su internet si è rivelata un fiasco, allo stesso modo l’offerta di siti gratuiti nella logica open source ha chiuso ogni possibilità ai siti web a pagamento. Inoltre dato il boom di interesse nel settore, tutte le strutture pubbliche si sono dotate della nuova tecnologia tra il 98 e il 99 così che nel 2000-2001 in pochi necessitavano nuovi equipaggi.
Con la speranza di profitti eccezionali si erano investiti capitali azzardando strategie d’investimento coraggiose, non potendo però permettersi perdite sostanziali, alla minima flessione del mercato i piccoli e medi investitori si sono ritirati volgendo ad un approccio più conservatore.
Allo scoppio della bolla ha contribuito l’instabilità politica in quegli anni; inoltre alcuni investitori sono stati influenzati da economisti accademici che non hanno creduto nella new economy ed hanno invocato, alla minima flessione, il ritorno al business as usual.
di Asia Marta Muci
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