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La periferia del mondo musulmano – Jacques Adda

Contrariamente all’Africa nera, i paesi del Levante e del Maghreb erano sin dall’antichità in relazione diretta, di scambi o di confronto, con l’Europa. Con il controllo operato dall’Europa su Tunisia, Algeria, Marocco e Impero Ottomano, solo l’Egitto di Mehmet Alì resiste un poco alla pressione europea, spingendo verso la modernizzazione del paese attraverso il decollo industriale e una politica espansionistica. Questi successi non impediscono tuttavia il processo di periferizzazione. Quando il successo del cotone, che ha finanziato l’industrializzazione, raggiunge i suoi limiti, l’Egitto era diventato dipendente dall’Estero per la sua alimentazione quotidiana; inoltre la costruzione del canale di Suez l’aveva fatto divenire bersaglio dell’Inghilterra. Nel Medio Oriente, infine, le risorse petrolifere suscitano gli appetiti europei, ma anche americani. Nell’insieme del mondo musulmano, l’integrazione all’economia mondo europea si fa in direzione del soddisfacimento dei bisogni europei e con l’iniezione di capitali.

di Domenico Valenza
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