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La ricerca: Famiglie immigrate e servizi educativi per la prima infanzia

Per la ricerca sono stati presi in esame i dati relativi alla popolazione infantile straniera residente nel comune di Perugia nel 1999, 2000 e 2001 per sesso e circoscrizione scartando invece quelli relativi alla provenienza, attività lavorativa e scolarità del padre e della madre perché statisticamente irrilevanti; inoltre a Perugia sembrerebbero non esserci reti di sostegno per la cura infantile organizzate o gestite da comunità straniere in maniera visibile o formalizzate (pg 304).

bambini da zero a tre anni italiani e stranieri residenti nel comune di Perugia. Serie storica (1999-2001)

Anno   Tutti    Italiani               Stranieri
1999    3934    3582    91,1%    352    8,9 %
2000    4028    3602    89,4 %    426    10. 6 %
2001    4102    3609    88.0 %    493    12, 0 %
Fonte: ricerca “famiglie immigrate e servizi educativi per la prima infanzia” P. Falteri in Favaro, Mantovani ecc nello stesso nido

Dalla distribuzione statistica di cui sopra si evince chiaramente un incremento annuo di bambini stranieri del 3,1 % che passa dal 8,9 % del 1999 al 12% in soli 3 anni. La stragrande maggioranza di questi bambini è nata in Umbria e Perugia in particolar modo con il 79% delle nascite e si registra inoltre un aumento sensibile di bambini nati in Italia, nell’area Perugia e che vivono qui le fasi iniziali dell’inculturazione primaria (pg 307) a testimonianza di un progetto migratorio diverso o comunque una voglia di prolungare la propria permanenza (vedi mille modi di crescere) la cittadinanza fa riferimento a 55 paesi confermando così la commozione variegata dell’immigrazione umbra. Di seguito il grafico che riporta la cittadinanza dei bambini stranieri residenti in Umbria:





 Nell’anno 2001-2002 nei 14 nidi comunali di Perugia la domanda di nido complessivamente espressa dalle famiglie riguarda 1014 bambini pari al 24, 7% della popolazione di riferimento.  (pg 309) I bambini compresi tra gli zero e i tre anni per il triennio preso in considerazione sono stati 4102 di cui 493 stranieri e 586 italiani. Nel nido sono entrati e65 bambini stranieri di cui 28 inseriti dai servizi sociali e 586 i bambini italiani. Pertanto nel periodo considerato la domanda è stata soddisfatta nel 15, 9 % dei casi di cui 14, 3 % italiani e l’1, 6% stranieri. Le famiglie in lista di attesa invece sono l’8,8 % .  Su 1014 domande, di cui 139 riguardanti figli di immigrati (13, 7%) 651 bambini sia italiani che stranieri sono entrati e 363 sono invece rimasti in lista di attesa.  Dei bambini entrati il 15, 9% della popolazione statistica di riferimento il 14.3%  è italiana mentre solo 1, 6% straniera. La stessa percentuale si ripete nelle liste di attesa: di 363 bambini che non sono riusciti ad entrare negli asili comunali il 7% era italiano mentre l’1, 8 % straniero. Per quanto riguarda lo specifico dei bambini stranieri inseriti nei nidi o in lista di attesa sono state prese in considerazione alcune variabili quali: il luogo di nascita, nuclei parentali, provenienza dei genitori, condizione occupazionale dei genitori, la residenza per circoscrizioni.

di Barbara Reanda
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