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La rigenerazione urbana di Catania

ATTORI, RISORSE E STRATEGIE DELLA METAMORFOSI E DELLA RIGENERAZIONE DEGLI SCENARI URBANI. Catania è suddivisa in dieci circoscrizioni. Le prime tre hanno perduto popolazione tra gli anni 80 e i primi anni del 2000 mentre la IX (San Giorgio – Librino) ha conosciuto un importante aumento demografico grazie al rilevante sviluppo dell'edilizia popolare. Naturalmente il mutato assetto demografico non si è tradotto in una più equilibrata ed efficiente articolazione delle attività e delle funzioni, ancora ancorate alla I Circoscrizione. La III si è fortemente rafforzata, e qui sono maggiormente cresciute le unità economiche, finendo per assumere un ruolo concorrenziale con la I. Anche la II e la X si sono rafforzate, mentre le altre sono rimaste prive di servizi essenziali. La II in particolare promette sviluppi con la riqualificazione del waterfront e degli antichi borghi marinari, attraendo nuove attività economiche.
L'attività di riqualificazione e rigenerazione urbana è l'espressione del più generale rinnovamento della politica di sviluppo urbano, iniziata a CT negli anni 90.
Le Amministrazioni della città sono state invogliate al cambiamento in seguito ad alcuni fattori:
- Elezione diretta del sindaco
- Caduta dell'economia urbana e rallentamento dei processi di terziarizzazione, che avevano tamponato l'emorragia di posti di lavoro nel settore secondario. 
- Competitività tra città per attrarre investimenti. 
- Necessità di rivedere in chiave ecologica e sostenibile le tradizionali azioni di trasformazione della città e del territorio. 
- Direttive UE su nuove forme di finanziamento.
In particolare proprio il punto 5, cioè la possibilità di avvalersi di fondi strutturali della UE ha incentivato comportamenti innovativi e attitudini professionali inedite nell'Amministrazione Locale, esaltandone le capacità progettuali ed operative e incentivando la compartecipazione con la dimensione dell'imprenditoria privata.
Compaiono nuovi strumenti di intervento urbanistico, come i Programmi Integrati di Recupero e quelli di Riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile, contribuendo al rinnovamento e alla rigenerazione di parti sempre più estese del tessuto urbano interessato dal degrado sociale, economico ed edilizio.
In questa prima metà degli anni 2000 è stato delineato anche un Piano d'Azione Ambientale conosciuto anche come Agenda 21 locale, consolidando il disegno di operare per linee strategiche dotando il territorio di un masterplan operativo (il cui bando è scaduto nel 2005). Significativi rapporti in questo senso sono stati l'adesione alla carta di Aalborg, la partecipazione alla campagna Città Sostenibili voluta da Ministero dell'Ambiente e al progetto Coordinamento Agende 21 locali, avviato concretamente con il Primo rapporto sullo stato dell'ambiente, tenutosi a CT nel 2002 e la Proposta di Piano d'Azione Ambientale, articolato in quattro ambiti strategici: mobilità sostenibile; tutela e valorizzazione di opere idriche, ambientali e paesaggistiche; riqualificazione dell'ambiente urbano; promozione di consumi efficienti per l'energia.

di Gherardo Fabretti
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