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La ripresa dell’imperialismo occidentale

Asia e Africa parteciparono solo marginalmente all’espansione commerciale del 19° secolo, fino a quando non furono costretti dalla potenza militare dell’occidente.
Il vasto e antico impero cinese, il Giappone e la Corea, tentarono di rimanere in disparte dalla civiltà occidentale che consideravano inferiore. Essi rifiutavano di accettare rappresentanti occidentali, esclusero o perseguitarono i missionari cristiani e ridussero il commercio con l’occidente. Gran parte dell’Africa, aveva un clima opprimente per gli europei ed una quantità di malattie sconosciute e letali, i fiumi navigabili erano pochi e il loro interno era in gran parte inaccessibile. L’assenza di stati politici europei organizzati e il basso livello di sviluppo economico, la rendeva poco attraente agli occhi di commercianti ed imprenditori europei.


Africa

La GB conquistò l’Africa meridionale durante le guerre napoleoniche, le loro politiche di abolizione della schiavitù, irritarono i boeri (discendenti dei coloni olandesi). Si ebbe una vera e propria lotta tra boeri ed inglesi che vennero spesso in urto con le tribù africane, che spesso venivano sterminate.
La scoperta di diamanti e miniere d’oro determinò l’arrivo di molti ricercatori, ciò intensificò ancor più le lotte nel continente africano.


Asia

La decadenza interna indebolì la dinastia Manciù, che dal 17° secolo governava in Cina, questo spinse gli europei a guadagnare con la forza l’accesso all’impero dal quale erano stati esclusi così a lungo. I britannici trovarono come pretesto il tè e le sete cinesi, che avevano ampio mercato in Europa, ma i commercianti britannici poterono offrire ben poco in cambio finché non scoprirono che i cinesi avevano una spiccata predilezione per l’oppio. Il governo cinese ne proibì l’importazione, ma il commerciò prosperò per mezzo di contrabbandieri e doganieri corrotti. Quando poi un ufficiale cinese sequestrò e bruciò un grosso carico di oppio, i commercianti britannici invocarono una rappresaglia. La facilità con cui i britannici ebbero la meglio sui cinesi, incoraggiò altri paesi a richiedere trattati ugualmente favorevoli, che furono accordati. Queste dimostrazioni di debolezza del governo cinese provocò rivolte antigovernative  da parte di rivoluzionari cinesi.


Spiegazione dell’imperialismo

Asia e Africa non furono le sole aree del mondo soggette allo sfruttamento imperialista, né le nazioni europee furono le sole a sfruttare i 2 continenti.
Una volta adottata la tecnologia occidentale, il Giappone perseguì politiche imperialistiche molto simili a quelle europee.
Le cause dell’imperialismo furono molte e complesse. Non esiste un’unica teoria che possa spiegare tutti i casi. Una delle spiegazioni più popolari dell’imperialismo moderno parla di necessità economica. Esso infatti è stato definito “imperialismo economico”, come se le forme precedenti di imperialismo non avessero avuto contenuti economici. La spiegazione è la seguente:
1) la concorrenza nel mondo capitalistico si intensifica facilitando l’espansione di grandi imprese e l’eliminazione di piccole imprese
2) il capitale si accumula sempre più velocemente nelle grandi imprese, e poiché il potere d’acquisto delle masse è insufficiente ad acquistare tutti i prodotti della grande industria, il saggio di profitto diminuisce
3) quando il capitale si accumula e la produzione nelle industrie capitalistiche rimane invenduta, i capitalisti ricorrono all’imperialismo per ottenere il controllo politico su aree nelle quali possono investire i capitali e vendere i prodotti in eccedenza

Tratto da STORIA ECONOMICA di Marco D'Andrea
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