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La riqualificazione degli atti e negozi elusivi


Un’altra tecnica antielusiva consiste nel riqualificare i negozi giuridici elusivi in modo da far emergere il vero affare e il vero negozio posto in essere dalle parti. In tali casi si parla di riqualificazione del negozio ovvero un superamento della forma che i contraenti hanno dato al contratto.
Nei sistemi in cui non ci sono norme che autorizzano questo meccanismo, le amministrazioni procedono comunque in tal senso per applicare la tassazione elusa ai negozi elusivi. Tutto ciò mediante un’interpretazione estensiva dei contratti. Ovviamente tutto ciò è possibile se la riqualificazione del contratto avviene nei limiti e nel rispetto delle regole poste in tema di interpretazione dei contratti.
Esempi: con l’espressione “contratto a gradini” s’intende un’operazione realizzata con una pluralità di contratti finalizzati ad un unico risultato. Si pensi al caso di un genitore che dona al figlio dei buoni del tesoro; in seguito gli cede un immobile ed il figlio ne paga il corrispettivo retrocedendo al padre i bot. In questo modo si mirava a realizzare una cessione immobiliare dal padre al figlio dandole la veste di permuta invece che di donazione (operazione fiscalmente più vantaggiosa rispetto alla vendita)
Un artificio frequentemente usato è quello della costituzione di “società di comodo” ovvero di società costituite non per svolgere un’attività economica, ma per un fine di elusione fiscale. In qualche caso la giurisprudenza ha contrastato il fenomeno negando il diritto di detrarre l’Iva sugli acquisti, perchè la società non aveva svolto alcuna attività economica ed appariva al solo scopo di ottenere la detrazione dell’Iva sull’acquisto di un bene.
Tratto da DIRITTO TRIBUTARIO di Alessandro Remigio
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