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La riserva di legge e le fonti comunitarie

Per quanto riguarda le fonti comunitarie i decreti europei possono contenere disposizioni relative alla creazione, negli Stati membri, di forme di tutela penale in determinate materie.
La legge comunitaria annuale del nostro Parlamento è una legge di delega al Governo a recepire le direttive tramite decreti legislativi.
Abbiamo visto a quali condizioni tale atto normativo può essere valida fonte di diritto penale e occorre sottolineare come spesso la legge comunitaria sia una legge di delega molto generale in quanto riguarda tutte le direttive comunitarie che necessitano di recepimento dell’ultimo anno, ponendo così non pochi dubbi sulla legittimità dei decreti legislativi penali frutto di tale delega.
Per quel che invece riguarda gli atti normativi europei ad efficacia diretta, come i regolamenti, si tende ad escludere la loro validità in ambito penale in quanto sono il frutto di un organo, come il Consiglio europeo, privo di base democratica ma formato dagli esecutivi degli Stati membri.
L’Unione ha escluso la propria competenza diretta in materia penale in quanto ha l’obbligo di conformarsi alle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, si riserva però la facoltà di prevedere sanzioni punitive amministrative.
Qualora in futuro il Parlamento europeo acquistasse maggior rilievo nel quadro istituzionale europeo allora l’Unione potrebbe rivendicare competenze dirette anche in materia penale.
Le norme comunitarie direttamente applicabili in materia penale, come i regolamenti penali, possono soltanto:
- influenzare l’interpretazione del giudice interno, integrando i c.d. elementi normativi come avviene con le consuetudini;
- rendere disapplicabili o non adottabili norme interne in palese contrasto con loro, in questi casi il regolamento produce un effetto favorevole, cioè limita l’area del penalmente rilevante, e quindi può avere efficacia diretta;
- fungere da integrazione a norme penali interne, ma in questi casi il settore di applicazione della norma interna integrata risulta allargato dalla norma comunitaria, la quale produce così un effetto sfavorevole mettendo in dubbio la sua conformità col principio di legalità.
Anche le norme comunitarie integrative a efficacia diretta si ritiene debbano essere recepite con norma interna per dar loro concreta efficacia;
- essere espressamente richiamati da una norma penale interna con un rinvio formale o recettizio.
In entrambi i casi il rinvio da una norma penale in bianco che definisca soltanto il quantum della pena e che quindi produca praticamente un effetto di assimilazione del regolamento europeo nell’ordinamento interno, pone ancora una volta dubbi sulla conformità al principio di legalità.
di Stefano Civitelli
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