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La risoluzione n. 661 del 6 agosto contiene misure contro l’Iraq. Il suo carattere obbligatorio

Dopo la risoluzione n. 660, il Consiglio di sicurezza, di fronte alla persistente occupazione del Kuwait e alla decisione dell’Iraq di annettere il territorio di tale stato adottò ben altre dieci risoluzioni prima di autorizzare il ricorso alla forza.
La risoluzione n. 661 del 6 agosto 1990 stabilisce un complesso articolato di sanzioni dirette a isolare l’Iraq e a indurlo a lasciare il territorio Kuwaitiano:
Il Consiglio di sicurezza,
- costata che l’Iraq non si è sino ad ora conformato alla risoluzione n. 660 e ha usurpato l’autorità del governo legittimo del Kuwait
- decide che tutti gli stati vieteranno:
l’importazione di tutte le materie prime e dei prodotti provenienti dall’Iraq o dal Kuwait esportati da lati paesi in data successiva a quella della presente risoluzione
ogni attività svolta dai loro cittadini o nel territorio che promuova l’esportazione o il trasporto via mare di qualsiasi materia prima o prodotto proveniente dall’Iraq o dal Kuwait
la vendita o la fornitura da parte dei loro cittadini, o dal territorio, di qualsiasi materia prima o prodotto, comprese armi o qualsiasi altra attrezzatura militare proveniente o meno dal loro territorio, ad esclusione di forniture rigorosamente destinate a scopi medici e, in circostanze umanitarie, di derrate alimentari
- decide che tutti gli Stati non forniranno al governo dell’Iraq o a qualsiasi impresa commerciale, industriale o di pubblica utilità in Iraq o in Kuwait, fondi o ogni altra risorsa finanziaria
- invita tutti gli Stati, compresi gli Stati non membri delle Nazioni Unite, ad agire in rigorosa conformità con le disposizioni della presente risoluzione nonostante ogni contratto stipulato o licenza concessa prima della data della presente risoluzione.
- decide di istituire un Comitato del Consiglio di sicurezza costituito da tutti i membri del Consiglio, incaricato di svolgere i seguenti compiti e di fare rapporto, formulare osservazioni e raccomandazioni:
esaminare i rapporti presentati dal Segretario generale
raccogliere da tutti gli Stati ulteriori informazioni concernenti le misure da essi adottate per dare attuazione alle disposizioni della risoluzione
- invita tutti gli stati a cooperare con il Comitato
- chiede al Segretario generale di fornire tutta l’assistenza necessaria al Comitato
- decide che nulla nella presente risoluzione vieterà che sia fornita assistenza al governo legittimo del Kuwait e invita tutti gli Stati:
ad adottare adeguate misure per proteggere i beni del legittimo governo del Kuwait e i suoi enti
a non riconoscere qualsiasi regime istituito dalla potenza di occupazione
La successiva risoluzione n. 666 del 13 settembre 1990 prevedeva criteri e istruzioni per l’accertamento di esigenze umanitarie, tali da giustificare una deroga all’embargo.
La risoluzione n. 661 presenta diversi motivi di interesse:
- conferma la volontà del consiglio di considerare giuridicamente obbligatoria la richiesta rivolta all’Iraq di ritirarsi immediatamente e senza condizioni dal Kuwait
- costituisce un esempio importante di applicazione dell’art. 41 della Carta che dispone: Il Consiglio di Sicurezza può decidere quali misure, non implicanti l'impiego della forza armata, debbano essere adottate per dare effetto alle sue decisioni, e può invitare i membri delle Nazioni Unite ad applicare tali misure. Queste possono comprendere un'interruzione totale o parziale delle relazioni economiche e delle comunicazioni ferroviarie, marittime, aeree, postali, telegrafiche, radio e altre, e la rottura delle relazioni diplomatiche. --> esso abilita il Consiglio di sicurezza ad adottare decisioni, atti che gli Stati membri sono obbligati a eseguire ai sensi dell’art. 25 della Carta: I Membri delle Nazioni Unite convengono di accettare e di eseguire le decisioni del Consiglio di Sicurezza in conformità alle disposizioni del presente Statuto
Quanto alla natura delle misure decise, esse rappresentano un’interruzione pressoché totale delle relazioni economiche --> dall’embargo sono escluse solo le forniture destinate a scopi medici e, in circostanze umanitarie, di derrate alimentari.
di Alice Lavinia Oppizzi
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