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La risoluzione n. 665 del 25 agosto sulle misure diretta a fare rispettare le disposizioni della risoluzione n. 661 relative ai trasporti marittimi

La risoluzione n.665 del 25 agosto 1990, adottata con tredici voti a favore e due astensioni (Cuba e Yemen) è strettamente connessa alla precedente risoluzione n. 661:
Il Consiglio di sicurezza,
- chiede agli stati membri che cooperano con il governo kuwaitiano e dispiegano forze navali nella regione di adottare provvedimenti commisurati alle circostanze del caso sotto l’autorità del Consiglio di sicurezza, volti a fermare tutte le navi mercantili in arrivo o in partenza al fine di ispezionare il loro carico e accertare la loro destinazione e di fare rigorosamente applicare le disposizioni della risoluzione n. 661 relative ai trasporti marittimi
- invita gli Stati membri ad agire di conseguenza
- chiede a tutti gli Stati di fornire, in conformità con la carta, l’assistenza che possa essere richiesta dagli stati contemplati nel par. 1 della presente risoluzione
- chiede inoltre agli Stati interessati di coordinare le azioni che prenderanno successivamente
L’origine di questa nuova risoluzione va ricercata nell’iniziativa, assunta particolarmente dagli USA, di ottenere una legittimazione da parte dell’ONU dello spiegamento di forze navali già effettuato da essi e da diversi altri Stati.
L’adozione della risoluzione fu preceduta da un intenso negoziato tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, negoziato che condusse a modificare il progetto sostenuto da USA e Regno Unito, nel quale era contenuto un esplicito riferimento all’uso della forza necessaria per assicurare l’applicazione delle sanzioni economiche decretate dalla risoluzione n. 661 --> il testo infine approvato risulta non privo di ambiguità. La risoluzione in esame ha dato luogo a interpretazioni divergenti da parte degli Stati che pure avevano votato nella stessa maniera dando il loro voto affermativo. Malgrado tale ambiguità del testo e i dubbi interpretativi è da ritenere che la risoluzione considerate consentisse l’impiego di misure coercitive, comportanti la forza, per assicurare l’applicazione dell’embargo stabilito dalla risoluzione n. 661 --> in questo senso depongono sia l’origine della risoluzione, sia la sua applicazione, consistente nell’imporre, anche con lo sparo di colpi di avvertimento o eccezionalmente, lancio di bombe a mano, un controllo delle navi da parte della marina militare dei Paesi intervenuti nel Golfo.


di Alice Lavinia Oppizzi
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