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La scienza come via di salvezza. Elementi di un’antropologia tayloriana

Il ragionamento di Taylor si muove a due livelli: per un verso egli imputa il rallentamento intenzionale del lavoro all’ignoranza ed alla natura umana, dall’altro verso, lo imputa agli inadeguati metodi organizzativi.
Da un lato Taylor dichiara di comprendere le ragioni degli operai e afferma che il rallentamento della produzione è a volte una forma di legittima difesa di fronte al sistematico arbitrio delle direzioni. Dall’altro lato non esita a colpevolizzare gli operai perché se amassero sinceramente il loro lavoro, lavorerebbero di buona lena non obbligando le direzione ad esercitare tagli e pressioni.
Nel momento in cui Taylor accusa gli imprenditori di non saper fare il loro mestiere li rassicura che lui è comunque dalla loro parte; condivide la loro convinzione che gli operai lasciati a se stessi sono solo plebaglia; ma cerca anche di convincere gli imprenditori che ciò che lui sta proponendo è lo strumento più efficace per ottenere dagli operai produzione e consenso.
Da un lato l’organizzazione può riscattare gli uomini dalla loro naturale pigrizia, facendo leva sul desiderio di maggiore guadagno; dall’altro, l’organizzazione è fatta di uomini naturalmente rapaci.
Secondo l’Organizzazione scientifica del lavoro, spetta agli imprenditori realizzare ordine e progresso cmq a patto che conducano la loro impresa rispettando metodi e vincoli dettati da un superiore principio scientifico.
di Priscilla Cavalieri
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