Skip to content

La tecnica pianistica

  
Inizia quindi una serie di paragrafi dedicati alle difficoltà basilari della tecnica pianistica, prime tra tutti le scale. Esse comprendono diversi aspetti: posizione della mano, articolazione, eguaglianza delle dita, qualità del suono, legato e passaggio del pollice. Casella considera indispensabile a questi scopi lo studio a mani separate, con estrema lentezza e con la costante rilassatezza dei muscoli, che deve divenire istintiva nell'allievo. Afferma inoltre la necessità di conoscere perfettamente a memoria il numero di alterazioni di ogni scala e la diteggiatura. Le stesse raccomandazioni vengono fatte per lo studio degli arpeggi; mentre nel caso degli accordi si ritiene necessario imparare sin dall'inizio a suonare insieme tutte le note di ogni accordo, preparando la mano alla "forma" dell'accordo già prima del movimento discendente che porta alla percussione dello stesso. Sarà importante anche affiancare allo studio tecnico degli accordi quello dell'armonia.
  
Per quanto riguarda le note doppie, Casella le divide in due specie: a) quelle di carattere prevalentemente polifonico; b) le note doppie propriamente dette. In entrambi i casi tuttavia una delle parti ha un ruolo principale, sarà quindi utile anche in questi casi lo studio delle opere di Bach.
  
Per il trillo i consigli vertono invece sul controllo dell'orecchio, sul possesso di una buona articolazione e sul rilassamento dei muscoli (nonostante Casella sostenga la possibilità di essere dotati per natura di un trillo perfetto).

di Anna Romano
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.