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La teoria dell’agenda setting

L’agenda (grado e ordine di importanza di problemi e temi) dei media plasma l’agenda dell’audience.
Sono i media che indicano quali sono le informazioni a cui occorre prestare attenzione e qual è la loro importanza relativa in un dato momento.
I media non suggeriscono alla gente come pensare bensì a cosa pensare, fissando un “ordine del giorno” che guida le aspettative delle persone (gerarchia di importanza dei problemi, secondo il pubblico, creata dai media).
Numerose evidenze sperimentali; alcune escludono che la correlazione riscontrata fra le due agende sia dovuta all'effettiva importanza dei problemi nella realtà: i media creano strutture conoscitive indipendenti dall'esperienza.
E' possibile manipolare l’importanza di una notizia, attraverso:
la frequenza di comparsa
lo spazio accordato
l’ordine rispetto ad altre notizie
l’importanza della testata e dei comunicatori che la riportano
aspetti retorici della comunicazione (coinvolgimento emotivo dell’audience, filmati supporto, commenti).
Grande risonanza di un caso giudiziario attraverso i media → scarso ricorso al patteggiamento (l'opinione pubblica lo considera negativamente).
Limite: non considera la componente semantica del linguaggio e le caratteristiche del fruitore (demografiche e atteggiamenti), che, invece, sono determinanti.
Integrazione della teoria con l’approccio cognitivista: mediazione da parte delle euristiche di giudizio; l’euristica della disponibilità fa sì che determinate informazioni e dimensioni di giudizio diventino effettivamente più rilevanti per le persone proprio perché il loro recupero in memoria è stato favorito dall’esposizione ai media

di Alessio Bellato
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