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La truffa: circostanze aggravanti, sanzione

Circostanze aggravanti speciali (art. 6402 c.p.):
- se il fatto è commesso a danno dello Stato o di altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare.
La prima ipotesi cerca di combattere il fenomeno delle truffe ai danni delle pubbliche amministrazioni (INPS, INAIL, borse di studio, ecc…).
Nella seconda ipotesi non si tutela il servizio militare, ma il discredito lanciato alla reputazione della pubblica amministrazione che risulta, da tali condotte, corruttibile;
- se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dover eseguire un ordine dell’autorità.
La prima ipotesi si differenzia dall’estorsione in virtù del fatto che il pericolo non deve, nella truffa aggravata, dare l’impressione alla vittima di dipendere dall’attività del soggetto attivo (minacciare di far del male se non si paga è estorsione, ma far credere che la morte è vicina se non si ricorre al costoso talismano è truffa aggravata).
La differenza sta sostanzialmente nel mezzo, che nell’estorsione è la violenza o minaccia, mentre nella truffa è l’inganno, cioè il primo un mezzo coartativo diretto mentre il secondo è indiretto.
La seconda ipotesi differisce dall’estorsione in quanto il soggetto attivo non fa apparire, nella truffa aggravata, l’ordine come promanate da lui (minaccia di arresto del falso pubblico ufficiale), bensì egli si presenta come mero esecutore di un ordine superiore (esibizione del falso mandato di perquisizione);
- se il fatto è commesso da persona sottoposta a misura di prevenzione definitiva.

Trattamento sanzionatorio:
- semplice, punita a querela dell’offeso con reclusione da 6 mesi a 3 anni e con multa da 51 € a 1032 €;
- aggravata (a, b), punita d’ufficio con reclusione da 1 a 5 anni e multa da 309 € a 1549 €;
- aggravata (c), punita d’ufficio con pena aumentata da ⅓ alla metà.
di Stefano Civitelli
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