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La vita dell’esercito nella città stato romana

La gravosità del servizio militare trovò la sua espressione popolare in veri termini metonimici che simboleggiavano la vita nell’esercito, la militia. Uno di essi è la sarcina, dal nome dello zaino che i soldati durate i trasferimenti portavano per mezzo di una forcella appoggiata sulle spalle. Un altro termine che torna di frequente è il sudor, il sudore, insieme prodotto e prova del labor del soldato, segno dell’acconsentita cessione della sua persona e della rinuncia alle comodità civili. Ma allo stesso tempo tutto questo sudore provoca repulsione: conferma ulteriore dell’inumanità della condizione militare in rapporto ai valori civili, e insieme giustificazione di un aumento di severità verso l’inquietate personaggio del soldato. In u passo del tutto anacronistico Livio giustifica la politica augustea anticipando di 4 secoli la prima istituzione del soldo militare. Ogni fatica merita u salario, invocando il principio secondi cui esisterebbe un legame tra labor e voluptas: ovvero il potere di acquisito del soldo non copriva solo il necessario ma copriva anche parte del superfluo; perciò la voluptas costituiva un indice di livello sociale. Ma non tutti erano dello stesso parere e la voluptas era ritenuta inconciliabile con le virtù militari poste a garanzia della sicurezza del mondo civilizzato. Vi era la paura di vedere il soldato rammollirsi nel lusso e perdere la disciplina vetus. In effetti il soldato era visto come un personaggio amante dei piaceri, dai molti desideri e impulsi; l’immaginario comune presenta il soldato come un mangione e goloso. La denuncia senza dubbio esagerata del lusso della tavola rafforza temi polemici più sostanziali: la pretesa sparizione della disciplina e dello spirito di sacrificio; il costo considerato eccessivo e ingiustificato del bilancio militare.
di Alessia Muliere
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