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Le altre forme d'impresa



L'impresa personale e l'impresa manageriale rappresentano gli estremi di un set di svariate possibili forme di organizzazione della produzione. Sono importanti i gruppi di imprese in Giappone e in Corea.
 

I gruppi di imprese, gli zaibatsu e il modello asiatico

L'industrializzazione del Giappone avvenne tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento grazie all'adozione di un nuovi sistema finanziario, all'abolizione delle dogane interne e all'introduzione di un sistema monetario unificato. Il Giappone ha adottato il modello di gestione e produzione europeo: non c'è nulla di originale, produce prodotti alternativi a quelli europei e americani.
La diversificazione ha rappresentato la via di crescita delle imprese dei paesi di recente industrializzazione come Giappone, America Latina e Corea. La diversificazione non ha costituito lo sbocco finale della loro evoluzione ma è stata il frutto della loro precoce formazione di gruppi di imprese strettamente interrelate (zaibatsu, chaebol, grupos). Questi, invece che specializzarsi in una produzione o in una linea di produzioni correlate, hanno sfruttato l'ampia offerta di tecnologie straniere mature e disponibili sul mercato, per dar vita a un ventaglio di industrie, sovente  non in grado di mettere in pratica un'aggressiva politica di espansione sui mercati esteri.
Lo zaibatsu è un istituzione fondamentale nel modello di crescita giapponese: era un grande gruppo di imprese fortemente collegate, posseduto e controllato da ricche famiglie (Mitsubishi) di origini mercantili. La loro fortuna si spiegava anche con l'iniziale carenza nel paese di talento manageriale, che spingeva un limitato numero di imprese a operare in molteplici settori e con la presenza di un'affidabile polmone finanziario rappresentato da una house bank (è una banca interna, come la banca mista tedesca). L'aspetto della flessibilità è importante: gli zaibatsu acquisiscono tecnologia straniera per dar vita a prodotti diversi. All'interno di uno zaibatsu non si produce solamente un prodotto, la produzione è diversificata ma la gestione non si è sviluppata sul principio della divisione funzionale del lavoro ma sulla base di un sistema di lavoro collettivo, reciproco, per il quale l'obiettivo di produzione non viene affidato a un singolo ma a un gruppo di lavoratori, le cui funzioni sono intercambiabili.  La democratizzazione dell'economia giapponese dopo l'occupazione americana successiva alla seconda guerra mondiale portò allo smantellamento degli zaibatsu e delle grandi proprietà famigliari che lo controllavano. Dopo un'attenuazione dei controlli, il governo giapponese tornò a favorire la formazione di gruppi di imprese (keiretsu) che si differenziavano dagli zaibatsu per l'assenza del controllo famigliare, sostituito da una rete di partecipazioni incrociate fra le imprese (la holding che controlla le altre imprese compra e vende le azioni) per il diverso ruolo delle banche (non più miste). Nuovi gruppi di imprese si affiancarono ai vecchi, raggiungendo un'elevata competitività in settori quali l'automobile (Toyota) e l'elettronica (Sony). Con i keiretsu si mantiene la diversificazione ma si adotta una politica industriale aggressiva, i prodotti vendono venduti all'estero a prezzi più bassi di quelli interni (dumping).
Nella sua forma attuale, il modo di produzione giapponese è strutturato in un sistema di gruppi d'imprese organizzate a piramide, al centro del quale vi è un'impresa nucleo, l'azienda guida, che esercita il coordinamento pianificato delle attività di gruppo, ovvero delle aziende satelliti, spesso di dimensioni ridotte. Fra aziende guida e aziende satelliti vi è completa collaborazione e un continuo flusso di tecnologia e manager: l'impiego permanente, garantito solo ai livelli più elevati della piramide, diviene l'obiettivo di tutti coloro che lavorano nel gruppo e poiché all'avanzamento in carriera viene data grande importanza, i lavoratori sono stimolati a collaborare tra loro per il perseguimento dei comuni fini aziendali. Si tratta di un lavoro per squadre, non individualista. Grazie a questo impegno collettivo, le aziende sono state in grado di integrare l'abilità e lo sforzo degli operai nel proprio potenziale organizzativo, permettendo al Giappone di diventare un paese all'avanguardia in sistemi di produzione innovativi quali il just in time e la specializzazione flessibile (regola la produzione in base alle esigenze del mercato).
Questo modello fu trapiantato in Corea, colonia giapponese fino alla seconda guerra mondiale: era un ambiente microeconomico favorevole, creato da uno stato imprenditore che controllava e gestiva le imprese dando vita ai chaebol, gruppi d'imprese diversificate a proprietà famigliare. I chaebol, a differenza degli zaibatsu, non possono controllare banche in quanto vengono finanziati dallo stato, che guida le scelte decisionali.
In America Latina i grupos sono imprese multisocietarie che operano su diversi mercati ma con gestione finanziaria e imprenditoriale unificata.
In Italia abbiamo esempi influenzati dal modello giapponese, le partecipazioni incrociate tra aziende: la Fiat produce auto ma è partecipante al Corriere della Sera.

di Melissa Gattoni
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