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Le attività e i soggetti protetti

La tutela assicurativa in esame trova applicazione soltanto per quelle lavorazioni o attività protette che il legislatore ritiene esposte più intensamente al rischio di infortunio.
Allo scopo valgono alcuni criteri generali ben definiti.
Innanzitutto, per lavoro pericoloso si intende quello delle persone addette "a macchine mosse non direttamente dalla persona che le usa, ad apparecchi a pressione, ad apparecchi e impianti elettrici e termici" (cosiddetto criterio della macchina isolata).
Ma pericoloso, in secondo luogo, viene considerato anche quel lavoro che si svolge all'interno di un opificio, nel quale la macchina, l'apparecchio o l'impianto di cui sopra sia inserito: quindi, con tutela non già riferita ai soli addetti, ma estesa a tutti coloro che sono comunque occupati in quel medesimo opificio (cosiddetto criterio del rischio ambientale).
Infine, sono considerate convenzionalmente pericolose, indipendentemente dalla utilizzazione o dalla presenza in fabbrica di macchine, alcune specifiche lavorazioni, tassativamente indicate (precisamente 28, tra le quali, in particolare, le attività edilizie, i lavori di bonifica, le attività di carico e scarico) e quelle ad esse complementare o sussidiarie.
La legge all'interno di quelle lavorazioni riferisce la sua tutela a specifiche categorie di lavoratori, del pari tassativamente indicate.
Per l'agricoltura valgono criteri particolari, che di fatto estendono la tutela praticamente a tutto l'arco delle attività agricole.
di Stefano Civitelli
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