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Le fonti da scritti vari del Vasari

Il Vasari aveva ricevuto una buona educazione e possedeva una cultura non comune in un artista. Conosce bene gli scritti italiani e se ne vale a dovere, quando può, per i suoi scopi di storico dell'arte. Un discorso che vale soprattutto per gli scritti di Dante e degli scoliasti. Conosce le novelle del Sacchetti (non ancora stampate) e se ne serve in parte, assieme al Boccaccio, per la Vita di Giotto e per quella di Buffalmacco.
Utilizza a modo suo i sonetti di Petrarca su Simone Martini e quelli di Giovanni della Casa su Tiziano. Aggiunge in luoghi appropriati i sonetti di Michelangelo per rafforzare la sua immagine di grand'uomo.


di Gherardo Fabretti
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