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Le modalità organizzative dei mercati mobiliari e la riduzione dei fattori di imperfezione e incompletezza

I mercati finanziari fondati sullo scambio diretto sono incompleti e imperfetti, e ciò costituisce una ragionevole spiegazione dell’esistenza e dell’economicità degli intermediari finanziari, che contribuiscono a migliorare il sistema di scambio complessivo perché rendono possibile il trasferimento di risorse fra soggetti che, diversamente, si sarebbero astenuti dallo scambio.
Tuttavia l’esperienza dei paesi economicamente più progrediti, dimostra che i sistemi finanziari tendono a orientarsi sempre di più ai mercati mobiliari, cioè ai circuiti di scambio diretto; ciò accade perché gli stessi mercati mobiliari (in particolare quelli regolamentati) diventano progressivamente più efficienti nel senso che il loro sviluppo attenua gli effetti dei fattori di imperfezione.
I fattori che riducono le imperfezioni e le incompletezze del mercato:
- l’organizzazione del mercato contribuisce ad attenuare l’asimmetria informativa, aumentando (per quantità e qualità) l’informazione disponibile per il potenziale investitore. In particolare nei mercati regolamentati vengono imposte normative regolanti le procedure e i criteri di ammissione delle imprese emittenti valori mobiliari, gli standard dell’informazione che questi devono periodicamente diffondere, ed eventuali obblighi di certificazione dei bilanci (norme di disclosure e trasparenza). Inoltre nei mercati mobiliari operano organizzazioni dedicate alla produzione di informazione (come le agenzie di rating e i servizi di analisi finanziaria) nell’interesse dei soggetti che scambiano risorse finanziarie.
- Nel contesto dei mercati regolamentati anche il problema dei comportamenti opportunistici trova efficaci (ma parziali) soluzioni. Già la maggiore informazione disponibile contribuisce a ridurre gli spazi e i campi in cui potrebbero manifestarsi comportamenti opportunistici. Inoltre la regolamentazione definisce norme comportamentali che limitano la discrezionalità degli operatori e quindi stabiliscono degli standard deontologici. (es normative che regolano le offerte pubbliche di acquisto e di vendita, l’insider trading, i conflitti di interesse, la separatezza tra attività supposte conflittuali, etc. Nell’insieme la regolamentazione mira a prevenire il fenomeno o l’eventualità che gli operatori possano o riescano a conseguire vantaggi "privati" a danno del mercato "di tutti" (market abuse)
- A prescindere dalla regolamentazione, è la stessa logica fiduciaria intrinseca allo scambio finanziario che contribuisce a una spontanea autolimitazione dei comportamenti opportunistici da parte dei soggetti interessati. Infatti le imprese ricorrono con periodicità o continuità all’emissione di passività (per provvedersi di risorse finanziarie) e sono consapevoli che i potenziali acquirenti/sottoscrittori fondano le proprie valutazioni e decisioni sull’esperienza dei comportamenti e delle performance rilevate in periodi precedenti. Perciò i comportamenti finanziari necessariamente si conformano alle regole implicite delle relazioni di scambio continuative e durature, in cui la negoziazione può essere mantenuta e ripetuta soltanto se le obbligazioni precedenti sono state assolte; nella prospettiva della ripetibilità dello scambio, l’emittente ha interesse a conservare e consolidare una "buona reputazione" (che costituisce un segnale rilevante per gli investitori potenziali che non hanno avuto precedenti esperienze di scambio). Dunque la necessità di preservare le relazioni fiduciarie, impedisce l’innesco di sequenze di comportamenti opportunistici o perversi.
- Per quanto riguarda la divergenza delle preferenze degli scambisti, nei mercati mobiliari si è gradualmente sviluppata la diversificazione/specializzazione e l’innovazione degli strumenti finanziari, con effetto di:
miglioramento della loro specifica funzionalità rispetto ai bisogni degli operatori. (aumento dell’efficienza derivante dallo sviluppo dei caratteri di standardizzazione, trasferibilità, divisibilità e scomponibilità degli strumenti finanziari, in particolare dei valori mobiliari)
ampliamento delle opportunità degli emittenti e dei sottoscrittori di scegliere soluzioni tecniche che graduano variamente la ripartizione del rischio fra i contraenti (obbligazioni e azioni).
Infine, il miglioramento dell’efficienza dei mercati diretti si è manifestato nel progressivo abbassamento del livello dei costi di transazione, grazie a:
- l’accentramento delle negoziazioni
- il perfezionamento tecnologico e regolamentare dei meccanismi di scambio ad asta
- lo sviluppo delle funzioni di market making
- l’aumento del volume e della qualità dell’informazione pubblica (ottenibile praticamente a costo nullo)
- la produzione di informazione privata (resa accessibile a costi progressivamente minori)
In conclusione, svariate circostanze esogene e endogene concorrono a correggere e rimuovere le condizioni di impedimento allo scambio finanziario diretto e quindi a ridurre le situazioni di imperfezione dei relativi mercati; tuttavia i fattori di imperfezione producono ancora effetti rilevanti e la loro totale eliminazione non è al momento prevedibile. Tra l’altro è condivisa la tesi che almeno il fattore dell’asimmetria informativa (rinforzato dalla condizione di razionalità limitata e aggravato dai comportamenti opportunistici)sia strutturale, e per ciò stesso intrinseco nella fisiologia degli scambi e dei mercati finanziari. A sostegno di tale strutturalità sono riferibili alla stessa dinamica evolutiva dei mercati mobiliari: il loro sviluppo territoriale (globalizzazione) e tecnico (innovazione degli strumenti finanziari) si caratterizzano come cambiamento, rispetto al quale gli investitori sono costantemente sottoposti a una tensione di apprendimento e di acquisizione di nuove informazioni. Infatti , l’accesso agli scambi nei mercati mobiliari, comporta per molti scambisti, non trascurabili "costi di partecipazione" che gli intermediari specializzati possono minimizzare. Quindi Parallelamente allo sviluppo dei circuiti di scambio diretto, si rileva uno sviluppo ancora maggiore delle forme di scambio diretto "assistito": l’assistenza che l’intermediario finanziario fornisce al cliente (investitore o emittente) è in realtà un "servizio di accesso" al mercato mobiliare.
di Alessia Chiovaro
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