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Le scuole di giuristi: i canonisti

Nel panorama medievale spicca l’importanza della Chiesa, custode vigile della tradizione e della cultura che provengono dal mondo romano.
La Chiesa si presenta come un’istituzione fortemente gerarchica, dotata precocemente di un organizzazione centralizzata ed efficiente.
E’ in questo contesto che si sviluppa, parallelamente all’opera dei glossatori, quella dei canonisti, che si segnalano per un lavoro di riorganizzazione delle fonti canoniche.
Fra il 1139 e il 1142, Graziano da Chiusi pubblicò il Decretum Magistri Gratiani, la prima compiuta consolidazione de diritto della Chiesa.
Il Decretum costituisce la base del diritto canonico rimasta praticamente in vigore fino all’emanazione del primo Codex Juris Canonici nel 1917.
Deve tuttavia essere sottolineato il contributo che il diritto della Chiesa dette alla costruzione dello jus commune.
Infatti, l’organizzazione capillare della Chiesa favorì una rapida diffusione del diritto canonico.
Particolarmente significativo, infine, è il contributo dei canonisti alla costruzione del processo, di cui i civilisti poco si interessano.
La definizione delle liti, l’esercizio della giurisdizione era da un lato compito dei pratici, dall’altro era prerogativa del potere politico.
La Chiesa si fece promotrice della lotta contro le ordalie, e regolò in maniera assai rigorosa il procedimento di accertamento dei fatti: un processo caratterizzato da scrittura, segretezza, inquisitorietà e lontananza dei giudici dal fatto.
E’ quello della Chiesa il processo che diventa tipico in tutto il continente europeo, oltre che delle giurisdizioni ecclesiastiche, e funge da veicolo per la diffusione dello jus commune.
di Stefano Civitelli
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