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Lettura cronologica dei Manifesti Marinettiani (1909/1916)

Nel campo futurista il riconoscimento del nuovo mezzo filmico in quanto arte arriverà sette anni dopo la fondazione del movimento e 20 anni dopo l’arrivo del cinematografo dei Lumiere in Italia.
Marinetti fino al 1912 non considera il nuovo spettacolo meccanico, come se ignorasse la produzione ma anche le formulazioni d’estetica filmica. I primi espliciti riferimenti marinettiani al cinema appaiono accidentalmente prima nei manifesti riguardanti la letteratura ed in seguito nel contesto della rivolta scenica.
1909
In quest’anno viene pubblicato il primo manifesto futurista “Manifesto del futurismo”, in questo manifesto si risalta il pericolo, l’energia il fascino della metropoli parigina, l’agitazione. Aspetto fondamentale è quello di abolire l’immobilità e celebrare il movimento. La stasi e l’estasi delle arti tradizionali non sono compatibili con la nuova concezione del mondo, determinata dalla “bellezza della velocità”. Marinetti incita a trovare nuovi mezzi d’espressione per dinamizzare ed accelerare l’immaginazione e la creazione artistica. Il dinamismo non è solo movimento, bensì movimento veloce.

1910
E’ il primo manifesto in cui ci si riferisce esplicitamente ad un effetto del cinema. “la pittura futurista – manifesto tecnico” in cui Boccioni, Carrà, Russolo, Bella e Severini osservano come tutto scorre e tutto si muove rapidamente. 
È responsabile in parte dell’associazione dell’arte futurista con il cinema, della sua definizione come “cinematismo”. Il futurismo pittorico si diffuse all’estero per mezzo dei manifesti. 
Marinetti che non firma questo manifesto incentrato sul movimento lancia più tardi “contro Venezia passatista” assieme a Boccioni, Carrà e Russolo inveendo contro gli abitanti di quella città fradicia di romanticismo. 

1911
In “contro la spagna passatista” Marinetti si esprime in tono meno spietato e ammira il senso del pericolo spagnolo.
In quest’anni appare anche il primo manifesto dedicato alla scena teatrale, scritto da Marinetti con alcuni futurista: “manifesto dei drammaturghi futuristi” In cui gli autori espongono il loro sdegno per il pubblico. 

1912
Tale anno si può considerare nella carriera di Marinetti l’apice siccome dà alla luce “manifesto tecnico della letteratura futurista” con  cui introduce il concetto di analogia. Inoltre in questo manifesto si riferisce esplicitamente al cinematografo.
Il mezzo rivelatore in questo manifesto è l’aeroplano: il contatto fisico con questo corpo meccanico e una conversazione con l’elica (vera musa) sembrano necessarie per arrivare alla formulazione di una nuova grammatica: senza aggettivi, avverbi, coniugazioni, con il verbo all’infinito. Si tratta di una vera rivoluzione percettiva. Marinetti riconosce nel mezzo filmico il potere di offrire visioni inedite. Quello che interessa Marinetti è il cinema come forza creatrice e rivelatrice di una realtà invisibile all’occhio umano. 
Il cinematografo può favorire la scoperta di un nuovo tema che è la vita illogica della materia, degli oggetti, de motori. 
Sempre in questo manifesto Marinetti annuncia l’avvento del Man-made-man, dell’uomo creato dall’uomo. 
Il concetto di un essere artificiale sottintende l’idea del montaggio meccanico, ma si avvicina ad un operazione cinematografica.
Nella poetica Marinettiana “l’analogia” è una figura retorica che consiste nel connettere cose distanti e apparentemente diverse. L’analogia futurista è vastissima e attinge all’infinità della materia.
Egli insiste sulla differenza tra analogia ed allegoria (questa lega logicamente i secondi termini in diverse analogie) poiché la figura dell’analogia è un susseguirsi illogico. Le parole devono liberarsi dalla sintassi e scxorrere. La negazione delle leggi dell’intelligenza a favore dell’intuizione proclamata come principio base della poesia.

1913
Appaiono due manifesti con nuovi riferimenti al cinema: “distruzione della sintassi – immaginazione senza fili, parole in libertà” elaborazione del programma poetico letterario e “il teatro di varietà”
L’impatto dei nuovi media è valutato da Marinetti in termini emotivi e non scientifici. 
Se l’uomo si serve di questi media in modo naturale è perché sono da considerarsi estensioni dei diversi sensi umani. Marinetti sottolinea l’impatto di alcuni mezzi (treno, giornale, cinematografo, teatro di varietà, grammofono) poiché annullano ogni distanza e moltiplicano il senso dell’ubiquità, permettendo all’uomo di partecipare a grandi eventi.
Il teorico futurista ritiene il cinematografo importante come mezzo di informazione ed educazione del popolo passatista.
Il fatto che il cinematografo e gli altri media modifichino la nostra sensibilità sfugge all’uomo comune.
Altro punto rilevante è  l’amore della retta e del tunnel, sentimento futurista che s’inserisce nel contesto della rivoluzione percettiva poiché l’uomo è esposto a sintesi visuali.
Effetti spettacolari erano raggiunti quando si filmava dal davanti un treno in morto, furono poi proiettate in sale trasformate in vagoni al fine di immergere lo spettatore nell’illusione del movimento. 
Nel secondo manifesto “il teatro di varietà” Marinetti esorta ad una rivoluzione della scena, ispirandosi al teatro di varietà, del quale sottolinea il ruolo sovversivo per le nuove emozioni.
Marinetti vuole trasferire le caratteristiche del teatro di varietà al teatro serie e attuare una rivoluzione teatrale all’interno del teatro stesso.
Questo manifesto costituisce uno dei testi più importanti ed influenti. La formula relativa all’uso del cinematografo fu aggiunta nel 1914. L’originalità di questa idea sta sia nello sfruttare il cinematografo come elemento teatrale quanto nell’offrire un infinità di immagini intrinsecamente futuriste: scene di lotta, velocità, movimento. L’obiettivo è realizzare sullo schermo ciò che è irrealizzabile sulla scena: il cinematografo si trova al servizio del teatro. 
Il principio di montaggio è alla base di ciò che Marinetti definisce “meraviglioso futurista” concetto che designa la concatenazione di innumerevoli inventivi.

1914
In una lettere indirizzata ad alcune amiche Marinetti accenna al cinematografo in altri termini, facendo intendere che sia il tipico mezzo di rappresentazione passatista. Con questo manifesto-lettera pubblicato con il titolo “abbasso il tango e Parsifal!” Marinetti prende posizioni contro il tango distaccandosi dai russi; ma anche la svalutazione della vita operata dal Parsifal di Wagner dichiarata qualche anno prima.
Comparve anche un ulteriore manifesto dedicato alla liberazione della parola: “lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica” in cui ritorna sulla questione della sensibilità futurista e spiega come questa abbia fatto emergere una nuova bellezza tra i diversi elementi che costituiscono tale splendore non figura il cinematografo; sono il giornalismo, la metropoli, il successo. Il mezzo rivelatore è una corazzata . ribadisce i diversi principi su cui si fonda la poetica futurista dalla distruzione dell’io letterario all’uso dell’infinito.
Marinetti insiste sulla necessità di evitare ogni preoccupazione pittorica non compiacendosi in giochi di linee. Quest’anno è capitale per le vicende della cinematografia futurista poiché viene distribuito il primo film futurista: MONDO BALDORIA prodotto dalla Vera film. Tale iniziativa provocò una violenta reazione di Marinetti che lanciò il volantino “gli sfruttatori del futurismo”. Si adira per l’appropriazione indebita dell’etichetta futurista da parte di un non futurista. Marinetti disapprova la promozione del film come “futurista” ed è contrario all’essere stato sfruttato come attore in un frammento di documentario. Il primato del cinema va quindi alla casa francese e non a quella romana.
Mondo baldoria integrava il materiale all’interno di una storia finta. 

1915
“il teatro futurista sintetico” unico manifesto di rilievo che Marinetti lancia in questo anno è firmato da Settimelli e Corra. Al fine di rompere definitivamente con la tradizione delle tragedie propongono di stupire il pubblico. La linea adottata è combattiva: i futuristi mirano a sconfiggere la forma corrente di teatro, il cinematografo: prendono di mira il cinematografo istituzionalistico.


1916
Nell’anno di nascita della cinematografia futurista Marinetti pubblica un altro manifesto dedicato alla recitazione: “declamazione dinamica e sinottica” vantandosi di detenere questa materia a livello mondiale spiega come per lungo tempo si è divertito ad ipnotizzare i pubblici imbecilli.
Nel giugno del 1916 viene lanciata a Firenze la rivista “Italia Futurista” in cui si propone collaborazione con il leader per dare impulso allo spettacolo.
Sul primo numero appare anche “la nuova religione-morale della velocità” in cui Marinetti proclama la nuova bellezza della velocità, considerandola in tutte le sue varianti. La cinematografia è citata come incarnazione della velocità-
Sul decimo numero di questo giornale la cinematografia viene considerata finalmente in termini artistici degna di un manifesto proprio: “cinematografia futurista”. Il cinematografo prima di essere considerato un arte si è presentato come zona del teatro. La cinematografia futurista fa parte della rivoluzione della scena che mira a scandalizzare e ad agitare il pubblico.
di Anna Carla Russo
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