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Lo sviluppo cognitivo: Vygotskij

Vygotskij --> ritiene che lo sviluppo storico culturale abbia prodotto l’evoluzione dell’umanità attraverso i mediatori simbolici che consentono agli individui di entrare in relazione tra loro all’interno della stessa cultura e tra culture diverse.  Si è avuto dunque un processo di interiorizzazione di attività che hanno favorito lo sviluppo della vita sociale e la mediazione tra persone. È interessato a quello che il bambino sarà capace di fare in seguito a nuove esperienze. La zona di sviluppo prossimale definisce la distanza tra il livello di sviluppo effettivo e il livello di sviluppo potenziale: consente di valutare la differenza tra ciò che il bambino è in grado di fare da solo e ciò che sa fare con l’aiuto di un adulto. Grazie alla guida di un adulto può infatti risolvere compiti che altrimenti non saprebbe affrontare, ma che grazie a tale aiuto avrà tra le sue abilità individuali. Se il bambino dimostra di saper fare da solo ciò che prima sapeva fare con l’aiuto di un'altra persona, questo dimostra che ha interiorizzato l’abilità.
Vygotskij sostiene che il bambino ha un proprio linguaggio interiore ed egocentrico, ovvero commenta ad alta voce le sue azioni e tale linguaggio risulta essere uno strumento del pensiero.
Teoria della mente --> nasce verso la fine degli anni ’80 ed è una teoria che si occupa di come funzionano gli esseri umani in quanto diversi da oggetti inanimati. Il punto di partenza di tale teoria sono da un lato le emozioni fondamentali e gli stati fisiologici e dall’altro le percezioni e le sensazioni. Le azioni producono risultati, e questi attivano reazioni emotive congruenti. Il bambino possiede la teoria della mente quando è capace di attribuire stati mentali a sé stesso e agli altri e prevederne il comportamento sulla base di tali stati.
I bambini di due anni possiedono la psicologia del desiderio che interpreta le azioni sulla base dei desideri e spiega le reazioni emotive congruentemente al fatto che i desideri siano stati o meno soddisfatti. Verso i tre anni i bambini hanno la psicologia della credenza-desiderio grazie alla quale sono in grado di prevedere che le azioni della persona sono guidate dai desideri e dalle credenze. Importante la comprensione della falsa-credenza: si comprende che le azioni possono essere determinate da credenze erronee.
di Adriana Morganti
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