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Lo sviluppo della percezione visiva

Percezione visiva:  il neonato non ha una capacità visiva perfetta come quella dell’adulto. I movimenti oculari consentono l’ispezione visiva dell’ambiente. Può compiere movimenti coniugati e di inseguimento. Segue i punti luminosi per qualche istante. Ha una buona attenzione selettiva tutt’altro che casuale. Predilige stimoli più complessi e strutturati e curvilinei. Ad un mese mette a fuoco poche caratteristiche, già a due mesi ispeziona con la fissazione stabile e continua. Ha attenzione focalizzata che consente l’elaborazione delle informazioni dell’ambiente. Sono attratti dalla novità dello stimolo e dalla sua complessità. Nei primi mesi a volte non riescono a distogliere lo sguardo da uno stimolo (attenzione obbligatoria).
Schaffer sostiene che i neonati preferiscono il volto umano, fino a due mesi di vita infatti il piccolo è attratto dai volti perché possiedono caratteristiche che l’apparato percettivo è predisposto ad osservare. Farah sostiene che il riconoscimento del volto implica la percezione di un tutto diversamente dalla scomposizione in singoli elementi attraverso cui si procede nell’esplorare oggetti. Il motivo di attrazione è determinato da contorni nitidi. Gli occhi sono qui fondamentali. Discrimina accuratamente tenendo conto delle caratteristiche del volto nella sua totalità.
A due settimane i neonati sono attratti da soggetti in movimento. Il neonato preferisce lo schema regolare del volto.
Assumono notevole importanza la costanza della forma (identificare la forma di un oggetto anche se cambia orientamento o inclinazione) e la costanza della dimensione (riconoscere la grandezza di un oggetto anche se questo si allontana o si avvicina). Sono entrambe precoci e molto importanti.
La percezione della struttura di insieme ostacola l’individuazione delle singole parti --> sincretismo infantile.
di Adriana Morganti
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