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Malattia da reflusso gastroesofageo

L’esofago è quel tratto del canale alimentare che fa seguito alla faringe e prosegue nello stomaco. La sua funzione è quella di consentire il passaggio del bolo alimentare dalla bocca allo stomaco grazie ad energiche onde peristaltiche. E’ possibile suddividere l’esofago in quattro parti: cervicale, toracica, diaframmatica e addominale. Lungo il suo decorso presenta quattro restringimenti: cricoideo, aortico, bronchiale e diaframmatici
La MRGE è una malattia cronica caratterizzata dal reflusso in esofago di materiale di provenienza gastrica; è la più frequente malattia del tratto digestivo superiore.
I soggetti più colpiti sono i neonati e gli adulti sopra i 30 anni poiché a quest’età è frequente l’ernia iatale da scivolamento, principale fattore predisponente.
Le cause sono uno squilibrio tra fattori difensivi (barriera anti-reflusso, capacità di clearance endo-luminale, resistenza della mucosa agli insulti) e fattori aggressivi (HCl, pepsina, bile, enzimi pancreatici). La barriera anti-reflusso è costituita dallo sfintere esofageo inferiore (LES) che al momento della deglutizione si rilascia per 3-8 secondi; se però si rilascia al di fuori degli atti deglutitivi si parla di rilasciamenti inappropriati del LES che sono la causa più frequente (75%) di MRGE. La seconda causa è la completa ipotonia del LES (es. sclerodermia). Altre cause possono essere la gravidanza (periodo in cui aumenta la pressione al di sotto del LES ed è favorito il reflusso verso l’alto), le endocrinopatie (es. diabete mellito), il Morbo di Parkinson, i farmaci (es. calcio antagonisti). Inoltre la clearance endo-luminale è inefficace poiché la peristalsi esofagea è inadeguata (non svolge la funzione di difesa = ripulire l’esofago da residui di cibo) e a ciò consegue un tempo maggiore di contatto tra materiale acido e mucosa esofagea. Inoltre in 1/3 dei pazienti lo svuotamento gastrico è ritardato e ciò favorisce il ristagno di materiale nello stomaco e un conseguente aggravamento del reflusso.
I sintomi tipici sono: pirosi (bruciore retrosternale) e rigurgito acido. Sintomi atipici: disfagia, odinofagia (deglutizione dolorosa), tosse secca, crisi asmatica, scialorrea (ipersalivazione), ecc.
Complicanze: ulcera, esofago di Barrett, esofagite cronica. L’esofago di Barrett è una condizione detta metaplasma che consiste nella sostituzione del normale epitelio squamoso-pluristratificato esofageo con un epitelio di tipo cilindrico monostratificato; questo tipo di metaplasma comporta un aumentato rischio di trasformazione neoplastica ed è, di fatto, una lesione pre-cancerosa.
La diagnosi avviene mediante: pHmetria delle 24 h (un elettrodo sensibile alle variazioni del pH viene introdotto attraverso il naso e collegato ad un registratore; il livello soglia del pH è 4, alcune cadute a questo livello sono fisiologiche ma se queste superano il 5% è patologico) utile anche per capire se il reflusso è diurno o notturno; endoscopia + biopsia; manometria esofagea (mette in evidenza i deficit dei meccanismo antireflusso come la peristalsi esofagea e il tono del LES), raggi.
Terapia medica: inibitori della pompa protonica, farmaci pro-cinetici (per potenziare la clearance).
Terapia dietetica: frazionare i pasti; evitare cibi grassi, alcool, fumo, caffè, cioccolato e derivati, menta e derivati, bibite gasate, cibi piccanti, spezie; aumentare il consumo di fibra insolubile (per favorire lo svuotamento gastrico); sopraelevare la testata del letto di 20-30 cm.
Terapia chirurgica: fundo plicatio secondo Nissen (plastica anti-reflusso).
di Lucrezia Modesto
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