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Mediare tra mondi

Varcare la soglia di un’istituzione o di un servizio educativo apre le porte a un mondo, che si discosta ma che dovrebbe anche trarre senso dal mondo da cui le persone provengono.
Il mondo della vita, su cui insiste l’esperienza educativa proposta da un determinato servizio, è composto a sua volta da più mondi: dallo sfondo sociale, ovvero dallo scenario culturale, economico, sociale che connota un determinato periodo storico e che struttura gli stili di vita delle persone, il loro modo di lavorare, di relazionarsi con gli altri, di abitare i contesti; dal territorio particolare in cui i soggetti hanno imparato a vivere; dalle agenzie educative in cui le persone hanno vissuto o che hanno frequentato; dai luoghi e dalle occasioni educative che è capitato, si è stati costretti o si è scelto di attraversare.
Il mondo della vita non è un mondo privo di educazione, ma è abitato da educazione informale, che comprende tutte quelle situazioni della vita quotidiana in cui siamo immersi che producono «apprendimenti naturali, spontanei, maturati nell’ ambiente di vita», in base ai quali ci abituiamo a reagire, a pensare, a comportarci, a interpretare il mondo e noi stessi.
Il mondo dell’educazione sembra trovarsi nel cuore di questa catena: non può non essere influenzato dall’educazione informale, d’altro canto è tenuto a smarcarsi da essa, esplicitando intenzioni educative e concretizzandole in percorsi processi esperienze particolari.
La mediazione pedagogica sembra concentrarsi su tre oggetti: la creazione di condizioni ambientali che tengano conto degli apprendimenti (esperenziali, sociali, esistenziali) che le persone che accedono a un servi zio hanno comunque sedimentato; l’impatto che l’ingresso in un nuovo contesto, e quindi in nuove esperienze, ha nei confronti del contesto di appartenenza, e in particolare delle modalità con cui tale contesto nei fatti educa i soggetti; la predisposizione di condizioni che permettano ai soggetti declinare i nuovi apprendimenti — resi possibili dal percorso educativo — con il loro ambiente di vita, dando o restituendo loro la capacità di individuare le proprie, originali modalità di mediazione.
di Anna Bosetti
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