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Metissaggio


L’intercultura sostiene il metissaggio, un vivere insieme ma disgiunti nella possibilità di mantenere la propria origine con la possibilità anche a volte di modificare qualcosa, è tutto un processo individuale di produzione di culture, dipende dalla capacità di adattare la nuova cultura alla propria o l’ipotesi migliore vuole la creazione di una nuova cultura che ne rappresenti l’incontro.
Il metissage autorizza il cambiamento culturale, dal basso.

Ciò a cui si mira è a un MULTICULTURALISMO, una dimensione in cui le culture nella loro coesione rinuncino ai propri relativismi orientandosi al rispetto delle questioni etiche e morali.

È innegabile che ormai le nostre società multietniche debbano necessariamente trasformarsi in società multiculturali per questioni pro-equilibranti, come è già avvenuto in nord America o in Oceania dove il multiculturalismo è stato istituito come politica ufficiale. Ciò significa valutare l’integrazione sulla base di strumenti interpretativi, norme adeguate, politiche cioè pensate non più solo in termini d’accoglienza che lasciano insolute le questioni dell’integrazione. Tale infatti rimane incompleta se non supportata da un sistema sociale e politico che non assicura i diritti. Sotto il profilo della formazione interculturale non si tratta soltanto di insegnare la tolleranza, la reciprocità o il rispetto per le culture altrui, ma si pone la necessità di inculcare ed acquisire una nuova forma mentis, cioè dotarsi di un pensiero innovativo che abbia specificità operative quali riflessione e azione congiunte, con cui rinvenire e discute sugli argomenti critici per alleggerire convinzioni particolaristiche, pregiudizi, resistenze, incomprensioni e ambiguità all’interno delle società. Occorre avere la consapevolezza che il tentativo di sopprimere tali trasformazioni sociali favorisce soltanto il sorgere di conflitti insanabili. Diventa importante non essere dunque ciechi alle diversità culturali, la neutralità pubblica non riconosce le differenze e fa prevalere l’ottica dell’assimilazione ovvero l’opposto dei programmi sociali ed educativi che sappiano riconoscere specificità e valori che l’intercultura promuove.


di Marianna Tesoriero
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