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Moneta, prezzi e inflazione

La Teoria sulla determinazione del livello generale dei prezzi nell’economia si fonda su 3 elementi:
I fattori di produzione e la funzione di produzione determinano il livello del prodotto aggregato Y
L’offerta di moneta determina il valore nominale del prodotto aggregato PY. Ciò discende dall’equazione quantitativa e dall’ipotesi della velocità di circolazione della moneta sia costante
Il livello dei prezzi P è il apporto tra il valore nominale del prodotto PY e il prodotto Y.
Dunque, la capacità produttiva di un’economia determina il PIL reale, la quantità di moneta il PIL nominale, e il deflatore del PIL è il rapporto tra PIL nominale e Pil reale.
Dato che i fattori di produzione e la funzione di produzione determinano il PIL reale, la variazione del PIL nominale non può che rappresentare la variazione del livello dei prezzi. Quindi la teoria quantitativa implica che il livello dei prezzi sia proporzionale all’offerta di moneta.
L’equazione quantitativa scritta in forma % è:
Variazione % di M + Variazione %  di V = Variazione % di P + Variazione % di Y.
La variazione % della quantità di moneta (M) è controllata dalla banca centrale;
la variazione % della velocità di circolazione della moneta (V) riflette spostamenti della funzione della domanda di moneta. Nell’ipotesi che la velocità  sia costante, la variazione % della velocità di circolazione della moneta è zero.
La variazione % del livello dei prezzi (P) è il tasso di inflazione
La variazione % del prodotto (Y) dipende dalla crescita dei fattori di produzione e dal progresso tecnologico.
La crescita dell’offerta di moneta determina il tasso di inflazione.
La teoria quantitativa della moneta afferma  che la Banca centrale, controllando l’offerta di moneta, ha il controllo assoluto sul tasso di inflazione. Se la Banca centrale:
mantiene stabile l’offerta di moneta -> il livello dei prezzi è stabile;
aumenta rapidamente l’offerta di moneta -> il livello dei prezzi aumenta

di Alessia Chiovaro
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