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Mutismo elettivo


O mutismo selettivo, caratterizzato dall’assenza di linguaggio in alcune situazioni, in bambini che invece parlano correttamente in altre.
L’esordio è intorno ai 6 anni, quando il bambino generalmente fa il suo ingresso nella scuola, ed è rilevato dagli insegnanti a causa dello scarso o nullo apprendimento.
Il fatto che il bambino abbia cominciato a parlare tardi, non è stato segno di preoccupazione per i genitori, né considerano una patologia il fatto che il bambino non parli davanti agli estranei, per cui esso è raramente diagnosticato, anche se poi ad un’accurata anamnesi si rilevano nel bambino già a 3 anni, gli indicatori di una sofferenza quali:
- disturbi del sonno e difficoltà nell’addormentamento;
- difficoltà nell’alimentazione;
- paura degli estranei;
- ansia di separazione;
- timidezza eccessiva.
Distinguiamo due tipi dii mutismo:
1) mutismo elettivo primario: precoce, il bambino, pur sapendo parlare, non ha mai parlato;
2) mutismo elettivo secondario: il bambino, che dopo aver parlato in tutte le situazioni, smette di parlare.
Il mutismo elettivo impedisce la comunicazione e dunque la socializzazione, tappa indispensabile per lo sviluppo della personalità; anche l’aspetto fisico viene alterato: volto rigido e tirato per la mancanza d’uso della mimica facciale, labbra serrate e rigide, occhi spenti, movimenti lenti, tendenza all’isolamento.


Tratto da NEUROPSICHIATRIA INFANTILE di Anna Battista
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