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NEO-ISTITUZIONALISMO ECONOMICO

A partire dagli anni 70' si sviluppa un'economia istituzionale che mette in discussione l'idea dell'impresa come funzione di produzione i cui confini sono sostanzialmente definiti dalla tecnologia.
Quindi alla scelta razionale delle soluzioni istituzionali più efficienti viene così contrapposta una visione delle forme di organizzazione che sottolinea il ruolo autonomo dei fattori culturali e delle reti di relazioni sociali.
Perché, lo studio del mercato non è, in grado di spiegare perché alcune transazioni (scambi di beni e servizi) avvengano nel mercato e altre vengano internalizzate nell'impresa, o perché in alcuni casi l'impresa cresce mentre in altri resta di piccole dimensioni.
Il nuovo approccio ipotizza in tal senso l'esistenza di «costi di transazione» variabili, dovuti a condizioni di incertezza e a carenza di informazioni, che possono creare spazi più o meno grandi per comportamenti opportunistici. Le organizzazioni tendono dunque a differenziarsi per trovare, a seconda delle diverse situazioni di scambio economico, la maggiore efficienza delle transazioni.
di Antonio Amato
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