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Norma e ordinamento

Le norme giuridiche non sono entità che possono esistere indipendentemente dall’ordinamento per il quale fanno parte. Quando parliamo di validità di una norma facciamo riferimento ad un ordinamento, perché la validità di una norma è in riferimento solo ad uno specifico ordinamento. Questo perché il concetto di validità pone la norma in relazione alle altre norme che appartengono all’ordinamento. Secondo Kelsen la validità è l’esistenza specifica delle norme (dire che una norma è valida e dire che esiste è la stessa cosa): validità ed esistenza sono sinonimi. Una norma invalida è una norma che non esiste. Le norme quindi non sono vere o false, ma sono valide o invalide.

All’interno di un processo inferenziale quello che si trasmette all’interno del ragionamento non è l’esistenza ma è la verità. Enunciati A, B, conclusione C: la conclusione dipende dalla verità di A e di B e dalla validità logica che mette insieme la verità di A e di B. La logica è ciò che trasmette la verità. Arrivare a dire che C è vero prescinde dal fatto che nella realtà questa verità abbia un riscontro oggettivo.
Non si può dare per scontato che la verità di carattere logico argomentativo rappresenti il mondo come è fatto.
Quindi secondo Kelsen non si dice che una norma è vera o falsa, ma che è valida o invalida. Dall’esistenza di due norme non si può in maniera schematica far discendere l’esistenza di una terza norma. La relazione intercorrente tra le norme non è di tipo logico, ma di tipo positivo (necessariamente posta dal legislatore).
di Francesca Morandi
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