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Partiti e sindacati: una dipendenza in crisi

L'autunno caldo fu decisivo. nel consolidare la prospettiva unitaria e nell'accelerare i tempi della sua realizzazione. Dal punto di vista organizzativo, le ragioni di questa spinta furono essenzialmente due: lo svilupparsi  nelle aziende di nuove forme di rappresentanza espresse dalla base operaia allentò la contrapposizione dei diversi sindacati in fabbrica (i 'consigli dei delegati avevano carattere unitario); la stagione contrattuale del '69 e quella del '73 videro come protagoniste le Federazioni di categoria tra le quali si instaurò una forte convergenza unitaria.
Un terzo elemento fu la crisi politica: dato che la storia del sindacalismo italiano era stata fortemente condizionata dai partiti, la crisi di questi ultimi o di taluni di essi sembrò dover rimuovere gli ostacoli sul cammino della riunificazione.

I motivi della crisi politica sono diversi. I risultati delle elezioni del maggio '68 col crollo del PSU e la scissione socialista del luglio '69 provocò la radicalizzazione a destra e a sinistra dei due partiti socialisti scissi.
La DC era in crisi su due fronti: la difficoltà nell'opera di mediazione .propria della strategia morotea di apertura a sinistra; la perdita di rappresentatività dovuta ai colossali \processi di industrializzazione e urbanizzazione che avevano svuotato le campagne, dove i valori della cultura cattolica erano tradizionalmente dominanti. Nel mondo politico cattolico cominciò ad emergere la percezione del declino, la paura dell'isolamento. La vicenda della legge sul divorzio fu emblematica di questa crisi: la maggioranza che ne permise l'approvazione costituiva un lungo fronte laico che si estendeva dal PLI al PCI.
La segreteria Fanfani si impegnò a fondo per l'abrogazione della legge e per questo l'esito negativo del referendum rappresentò una grave sconfitta e contribuì a spingere la DC verso il compromesso col PCI.

Anche il PCI non era esente da preoccupazioni sul futuro del rapporto con il sindacato. Le forti spinte verso l'autonomia che accelerarono l'attuazione delle incompatibilità (nel marzo '70, Lama sostituì Novella alla segreteria della CGIL dopo che quest'ultimo aveva accettato l' incarico di dirigente del PCI) destabilizzavano le certezze di un partito nella cui cultura la concezione dell'egemonia e della guida del movimento operaio costituiva un elemento fondamentale.

Per circa un biennio, quindi, i sindacati furono in grado di svolgere ruoli e funzioni che fino ad allora avevano esercitato in via esclusiva le segreterie partito: nel marzo '70 le segreterie confederali scrissero al Presidente Rumor per aprire una vertenza su fisco, abitazione, sanità e trasporti; il 6 luglio provocarono la caduta dei governo alla vigilia dello sciopero generale fissato per il 7; il 2 ottobre proclamarono un altro sciopero generale contro il cd "decretone" del ministro Colombo che prevedeva aumenti delle imposte dirette ed indirette.


di Cristina De Lillo
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