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Portata e limiti del metodo reddituale

Impiego: soprattutto nelle valutazioni finalizzate alla ricerca del valore generale del capitale economico.
Pregi: semplicità e requisito della dimostrabilità (essendo fondato su una misura di reddito normalizzato e non su una serie –opinabile- di flussi monetari futuri).
A sostegno della validità del metodo reddituale anche sul piano concettuale, si afferma che nel lungo andare la distribuzione dei profitti (dividendi) e la loro produzione (redditi) tendono a coincidere, per cui esso rappresenta una buona approssimazione del metodo finanziario (che rappresenta il riferimento ideale da un punto di vista teorico).

Limiti:
Il riferimento a valori medi costanti (prassi più frequente) ignora la realtà evolutiva dell’impresa
Non è corretto attualizzare i flussi di reddito. L’impianto metodologico attualizzazione-capitalizzazione è finalizzato a trasferire nel tempo il valore di somme monetariamente disponibili (o delle quali ci si priva) [flussi di cassa]
Tuttavia i sostenitori del metodo reddituale sono consapevoli dei limiti insiti nella prassi del metodo e ciò porta talvolta a integrare o correggere in varia misura il reddito medio.
Il metodo reddituale coincide con il metodo finanziario quando:
Non c’è variazione del CCN in senso stretto
Vi è parità tra investimenti netti in capitale fisso e ammortamenti
L’indebitamento complessivo non varia (rimborsi e accensioni si equivalgono)
Queste sono condizioni tipiche di una situazione di stabilità, in cui i flussi monetari disponibili corrispondono ai redditi netti attesi e tali valori sono costanti nei singoli periodi futuri (R = FC), il che autorizza a fare riferimento a un valore medio.
Se vi sono queste condizioni vengono meno le due critiche al metodo reddituale, dato che esso identifica un caso particolare del metodo finanziario.
di Alessia Chiovaro
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