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Principali tematiche dell'indagine filosofica di Immanuel Kant

Immanuel Kant nacque a Konigsberg, capoluogo della Prussia orientale, nel 1724. Nella sua attività letteraria distinguiamo tre periodi. Nel primo, fino al 1760, prevale l’interesse per le scienze naturali. Nel secondo periodo, fino al 1781 prevale l’interesse filosofico e l’orientamento verso l’empirismo e il criticismo. Il terzo periodo, dal 1781 in poi, è quello della filosofia trascendentale.

Negli scritti del secondo periodo cominciano a delinarsi temi e motivi che confluiranno nel Criticismo. La Dissertazione De Mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis (1770) segna la soluzione critica del problema dello spazio e del tempo. Kant distingue conoscenza sensibile e conoscenza intellettuale. La prima ha per oggetto il fenomeno, cioè la cosa come appare nella sua relazione al soggetto. La seconda ha per oggetto il noumeno, cioè la cosa così com’è.

Nella conoscenza sensibile si deve distinguere la materia dalla forma. La materia è la sensazione, la forma è la legge ed è costituita dallo spazio e dal tempo. Tempo e spazio non derivano dunque dalla sensibilità, che li presuppone, e sono dunque intuizioni. Essendo però intuizioni che precedono ogni conoscenza sensibile e sono indipendenti da essa, sono intuizioni pure.

Quanto alla conoscenza intellettuale, Kant ritiene ancora che essa, pur nell’ambito di una serie di limiti, possa cogliere i noumeni, a differenza della sensibilità, che percepisce i fenomeni. In seguito, insistendo sempre più sui limiti, Kant finirà in seguito per porsi nella prospettiva criticistica.

Il pensiero di Kant è detto criticismo perché fa della critica lo strumento filosofico. Per Kant criticare significa giudicare il fondamento delle esperienze umane chiarendone possibilità e limiti. Di fatto, il criticismo è una filosofia del limite. Il riconoscimento e l’accettazione del limite è la norma che dà fondamento alle varie facoltà umane. Il Criticismo si interroga sui fondamenti del sapere, della morale e dell’esperienza estetica e sentimentale, concretizzandosi nei tre capolavori di Kant.

Il kantismo si distingue dall’empirismo per il rifiuto degli esiti scettici e per lo spingere più a fondo l’analisi critica. Esso si distingue anche dall’illuminismo per la radicalità d’intenti. Infatti, se l’Illuminismo aveva portato dinanzi al tribunale della ragione il mondo, Kant porta la ragione stessa.

di Domenico Valenza
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