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Privatizzazione delle ferrovie e modernizzazione dell'Italia degli anni 30


Lo Stato entra così massicciamente nell'economia italiana. L'Iri doveva essere temporaneo: acquisire, risanare e dismettere. Divenne stabile già nel 1937.
L'Italia degli anni 30 è mista a differenza di Inghilterra ed  altri paesi. A fianco dei privati nel sistema economico c'è lo Stato.

Dopo la 2° guerra la situazione non cambia (l'Iri verrà dismessa negli anni 90). Privatizzazioni delle ferrovie, Bnl, Enel, Eni. Fine della banca mista.
L'Iri possiede il 42% di tutte le azioni delle spa italiane. Il 100% delle industrie siderurgiche belliche (è giusto ma ad es. in Germania non è così), 90% navali, 80% imprese navigazione, 30% elettricità. Anche ditte pubbliche come finsider, finmare con l'Iri trasmette i pacchetti azionari.

Ma perché l'Iri era importante nello sviluppo industriale italiano?
Positivo: razionalizzare l'azione dello Stato. Prima il ruolo dello Stato era solo di salvataggio. Ora diventa anche imprenditore e incamera. Solo negli anni 80e 90 diventa ingombrante.
Negativo: è stato un ente che si è prestato a scambi di favori tra politica ed economia.

La legge bancaria del 1936 rafforza il ruolo della Banca d'Italia, rompe i rapporti con le imprese e può svolgere una politica monetaria (istituto di diritto pubblico). Rafforzato il controllo sulle altre banche. Diviso il credito a breve da quello a medio/lungo termine.
Questo percorso evidenzia una MODERNIZZAZIONE del paese, bonifiche, opere pubbliche, strade, acquedotti, ferrovie, elettricità, apparato industriale, nuovi settori.

Merito del fascismo? Sì però non tutti i meriti: processo di trasformazione che probabilmente si sarebbe avuto anche con altri governi, processo inevitabile collegato al momento storico. Inoltre nello stesso tempo era un regime dittatoriale per cui tutto il buono fatto si scontra con la dittatura e va a vantaggio di industriali, proprietari terrieri.
Alcune operazioni si sono avute per la dittatura, livello dei prezzi, abbassamento dei salari, libertà di stampa contratta, di opinione, costringendo all'emigrazione (Gramsci in carcere, Togliatti in Urss). Una modernizzazione quindi con pro e contro.

Il fascismo riuscì a fare delle riforme però cercando di migliorare lo stato sociale, con consenso reale e sincero per questo. Aiuti alle famiglie, sistema previdenziale, sanitario, istruzione pubblica. Il consenso crolla nel 39, dopo il patto (regime nazista), alla 2° guerra impreparati, leggi razziali..

Tratto da STORIA ECONOMICA CONTEMPORANEA di Barbara Pavoni
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