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Psicologia dello sviluppo emotivo

Proposte teoriche più rilevanti relativamente allo sviluppo emotivo:
Teoria differenziale --> Izard sostiene l’esistenza di un certo numero di emozioni innate ed universali detto set di emozioni primarie o di  base. Tale set comprende paura, collera, gioia, tristezza, disgusto. Per ogni emozione discreta vi sono programmi neurali innati ed universali, le espressioni emotive emergono insieme alla maturazione neurologica. Si ha una precisa relazione tra esperienza emotiva ed espressione facciale. Il processo emotivo è una funzione del sistema nervoso centrale.  Teoria della differenziazione --> le emozioni sono il risultato di un processo di differenziazione da uno stato iniziale di eccitazione. Bridge sostiene che durante i primi tre mesi dallo stato di eccitazione si differenziano uno stato negativo di sconforto e uno positivo di piacere. Per Sroufe risulta fondamentale soffermarsi su come viene cognitivamente valutata l’eccitazione che genera le emozioni. Si ha il sistema piacere – gioia (sorriso endogeno, sensazione di benessere), sistema circospezione – paura (pianto in seguito a stimoli troppo lunghi o in modo intenso), sistema frustrazione – rabbia (pianto in situazione di impedimento della motricità). Le emozioni complesse come colpa ed orgoglio emergono attorno ai 3 anni.
Sroufe vede un modello di sviluppo emotivo distinto in otto fasi: 1. bambini vulnerabili, sorriso endogeno che indica benessere, 2. bambino sensibile a stimoli esterni, attenzione coatta precoce e precursore della paura 3. compare il sorriso sociale, tra i 3 e i 6 mesi compaiono le emozioni vere e proprie 4. sviluppo psicologico, ansia da separazione, comparsa delle emozioni vere e proprie. 5. attaccamento, emozioni espresse in modo raffinato (9-12mesi) 6. esultanza, ansia, petulanza, affetto per sé stessi. 7. compito emotivo di mantenere il senso di autonomia di fronte all’angoscia da separazione 8. compito emotivo di mantenere il senso di autonomia di fronte all’angoscia da separazione
Un altro studioso di questa teoria è Lewis secondo cui gli stadi emotivi sono da intendersi in rapporto ad una condizione indifferenziata di tipo bipolare. L’espressione delle emozioni riguarda i cambiamenti superficiali influenzati dal contesto. L’esperienza emotiva fa riferimento all’interpretazione e alla valutazione della situazione e dipende dai processi cognitivi e non può comparire prima degli otto mesi circa.
Teoria componenziale --> Scherer sostiene che le emozioni si sviluppino da forme semplici fino ad arrivare a configurazioni complesse. Si ha un livello sensomotorio, uno schematico e uno concettuale.  Teoria funzionalista --> Barrett, Campos: natura funzionale delle emozioni, lo sviluppo emotivo è visto come un intreccio tra l’individuo e l’ambiente. Le emozioni svolgono una funzione biologica per la sopravvivenza, una funzione comunicativa importante negli scambi sociali, la funzione di informare circa il raggiungimento dei desideri e degli scopi. Teoria dei sistemi dinamici --> Camras, spiega la coordinazione organizzata di sistemi complessi di varia natura. Secondo l’autrice le espressioni facciali del primissimo periodo di vita non sono accidentali ma nemmeno specifiche:sono la manifestazione di uno stesso affetto a valenza negativa con differenti intensità.
di Adriana Morganti
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