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Punibilità e cause incidenti su di essa

Ogni fattispecie incriminatrice comporta con sé una serie di conseguenze giuridiche che possono essere la pena stessa o altre conseguenze penali, cioè le pene accessorie e le misure di sicurezza, o conseguenze civili, ossia il risarcimento.
Tutto ciò è la c.d. punibilità che è composta da:
- comminatoria edittale o legale, minaccia legislativa di pena per un certo reato;
- irrogazione, una sentenza definitiva di condanna irroga la pena risultante dal processo di cognizione, al reo;
esecuzione, la pena irrogata deve essere patita ed espiata dal reo.
Si ha punibilità in astratto quando l’imputato è stato individuato ma non ancora condannato, si ha punibilità in concreto quando l’imputato è stato condannato.
L’ordinamento conosce alcune cause che incidono sulla punibilità a vari livelli:
- a livello di comminatoria edittale la punibilità è esclusa dalle cause di giustificazione;
- a livello di punibilità in astratto può essere esclusa da prescrizione od oblazione;
- a livello di punibilità in concreto può essere esclusa da grazia, liberazione condizionale o prescrizione della pena.
Sotto il profilo funzionale le cause di esclusione della punibilità non fanno venir meno il disvalore del fatto illecito e quindi costituiscono sempre una antinomia dello stesso diritto penale che non fa seguire ad un illecito tipico, antigiuridico e colpevole, la sua pena.
Ciò contraddice profondamente le esigenze retributive e general-preventive, mentre a livello special-preventivo le cause di esclusione della pena trovano legittimazione costituzionale quando comportano misure di rieducazione.
In ogni caso gli effetti possono essere di esclusione solo parziale delle conseguenze giuridiche, oppure possono incidere solo sulle conseguenze extra-penali.

di Stefano Civitelli
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