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Rappresentanza e governabilità

Dopo i movimenti di rottura degli anni ’60, sono cresciute come del tutto normali nuove forme di partecipazione. Secondo Offe “i protagonisti tipici del paradigma alternativo non sono né i partiti politici, né gruppi di interesse, bensì movimenti sociali”.
Azioni non convenzionali, interventi extraistituzionali, reti di relazioni informali, mobilitazioni simboliche, movimenti di protesta, definiscono sistemi di solidarietà e logiche di partecipazione oltre il circuito della rappresentanza.
Le istanze di partecipazione, di ripresa di un discorso critico sulle forme della democrazia, di “autochiarimento ermeneutico delle collettività” come si esprime Habermas, hanno trovato una risposta deviante nel populismo che pone la gente al posto della partecipazione informata, l’outsider invece della classe dirigente.
Troppo fragili si rivelano le alternative neodemocratiche (posta elettronica per fora pubblici, tavole rotonde elettroniche) per resistere a un populismo che vede grandi capitalisti combattere i poteri forti e l’impresa intrecciarsi con le forme della politica.
La soluzione di Habermas contro i movimenti populisti sorretti da sondaggio e denaro risiede nella valorizzazione di una società civile egualmente separata sia dallo Stato che dall’economia. La sconfitta delle pulsioni populiste e mercantili presuppone movimenti, associazioni ossia “una rete per comunicare informazioni e prese di posizione, insomma opinioni”.

di Laura Polizzi
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